Home News Solidarietà da tutto il mondo per i cubani ancora sotto il giogo castrista

Cuba libre

Solidarietà da tutto il mondo per i cubani ancora sotto il giogo castrista

0
5

L’atteggiamento nei confronti di Cuba rimane un argomento di rilievo nella campagna presidenziale americana. Martedì scorso, il candidato repubblicano alla Casa Bianca, John McCain, in un discorso a Miami ha criticato il democratico Barak Obama per il fatto di aver lanciato “il peggior messaggio possibile ai dittatori”, esprimendo la sua volontà di incontrare, tra i vari leader, anche i fratelli Castro a Cuba. E intanto mercoledì, proprio alla Casa Bianca, il Presidente Bush ha annunciato che gli americani saranno presto autorizzati a inviare telefoni cellulari nell'isola caraibica. Un’apertura con gli Usa vogliono spingere il regime comunista a concedere una maggiore libertà d’espressione ai propri cittadini. 

Del resto, recentemente sembra essersi aperto qualche spiraglio in tal senso: Raul Castro, che ha preso il posto del fratello Fidel alla guida del Paese da quattro mesi, ha eliminato il divieto che impediva ai cubani di possedere cellulari, lettori dvd, computer privati e piccoli elettrodomestici come i tostapane. Ha inoltre ammesso che i salari statali sono troppo bassi per sopravvivere e ha promesso incrementi. 

Solo se questi gesti si trasformeranno in azioni concrete si potrà dire che è iniziata l'era del cambiamento nel regime castrista. Dan Fisk, a capo del National Security Council per gli affari occidentali, ha precisato che la mossa di Bush non rappresenta un allentarsi dell’embargo economico contro Cuba. Si tratta piuttosto di un cambiamento nelle disposizioni per permettere a chi vive negli Stati Uniti di includere anche i telefoni cellulari nei pacchi regalo che si possono inviare ai cubani. 

Al riguardo, il governo dell’Avana non ha rilasciato alcun commento immediato. Ma Francisco J. “Pepe” Hernandez, presidente della Cuban American National Foundation, ha ritenuto “assurdo” l’annuncio del presidente Bush. E lo ha esortato piuttosto a eliminare le restrizioni che limitano i cubano-americani ad una sola visita nell’isola ogni tre anni, e all’invio di non più di 1.200 dollari annui ai propri parenti. 

La Casa Bianca ha comunque voluto esprimere in modo nuovo il suo supporto ai cittadini di Cuba, proprio nella ricorrenza dei 106 anni dall’indipendenza dell’isola. L’amministrazione ha infatti proclamato il 21 maggio una “Giornata della Solidarietà”, con relativo sito web e una petizione internazionale per la democrazia a Cuba. 

In Italia, l’ambasciatore americano Ronald P. Spogli, in un editoriale apparso su “Il Giornale”, ha confermato la volontà di celebrare “il coraggio e la determinazione del popolo cubano nella ricerca della libertà e nell’espressione di una voce univoca, affinché si possa instaurare nel Paese un futuro democratico”. Spogli ha sottolineato le gravi difficoltà in cui versano i cubani, costretti a vivere in uno stato repressivo da oltre mezzo secolo. Sembrano esserci dei segnali di cambiamento, ma per l’ambasciatore una nuova Cuba si avrà solo quando il regime rilascerà i suoi prigionieri politici e coinvolgerà i cubani in un dialogo aperto ed esauriente sul futuro dell’isola. In ogni caso, è fondamentale che i cubani sappiano “che c'è per loro un sostegno internazionale nella loro lotta per la libertà e per i diritti umani”. 

Pronte sono state anche le reazioni da parte delle più alte cariche del governo italiano. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha espresso "il vivo auspicio che la Repubblica di Cuba sappia proseguire sulla via già intrapresa delle riforme”. Esprimendo il suo pensiero solidale al popolo dei cubani, ha sottolineato che solo perseverando nel percorso di crescita democratica verrà assicurato un futuro di prosperità e pace. 

A sua volta, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha espresso il desiderio di formulare “un appello alle autorità dell'Avana affinché proseguano con determinazione sulla via delle riforme, della democrazia e della tutela dei diritti civili, politici ed economici e delle libertà fondamentali". Fini si è detto fiducioso circa la possibilità che il Paese veda consolidarsi i segnali positivi e i progressi avvenuti negli ultimi mesi. 

Dello stesso parere si è mostrato anche il ministro degli Esteri Franco Frattini, pur manifestando alcune perplessità circa il fatto che i segnali provenienti dalla nuova guida dell’isola siano ancora troppo timidi. E’ assolutamente auspicabile il loro rapido consolidamento, a partire da gesti concreti proprio nei confronti dei detenuti politici. Il ministro ha inoltre sottolineato come il governo italiano condivida pienamente le aspirazioni del popolo cubano e sostenga queste iniziative di solidarietà “improntate alla convinzione che le libertà politiche costituiscano un fondamento irrinunciabile della democrazia”.

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here