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Solo il mercato può darci energia

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Massimo D’Alema l’ha definito come: “una stimolante provocazione intellettuale”. E non potrebbe essere altrimenti. In effetti, lo studio dell’Istituto Bruno Leoni “ Sicurezza energetica – Petrolio e gas tra mercato, ambiente e geopolitica”, a cura di Carlo Stagnaro, è davvero un libro completo e ben fatto come non capita spesso di leggere. Molti testi e molti studi si sono soffermati ad analizzare la sicurezza degli approvvigionamenti energetici. D’altronde, il tema energetico in genere è un tema di sempre maggiore attualità.

A differenza di tutto quello che è stato scritto e detto fino ad ora, però, questo testo mette a fuoco, in modo estremamente intelligente, quanto il problema energetico incida non solo sul lato economico e ambientale, ma come questo pesi in misura assai maggiore sugli equilibri geopolitici mondiali. La grande intuizione di questo studio è proprio quella di mettere a sistema sullo stesso piano le tre linee politiche principali (economica, ambientale ed estera) e di presentare le conseguenti scelte regolatorie nel tentativo di trovare un coordinamento e non di adottare scelte contraddittorie che si muovano su una sola di queste linee politiche.

La “ricetta” proposta è, in sintesi, quella che: occorra spronare, attraverso liberalizzazioni anche unilaterali, i processi di integrazione economica e di apertura dei mercati. In poche parole viene riposta estrema fiducia nella capacità del mercato di farsi  carico della soluzione ai grandi problemi dell’energia. Una voce limpida, di un liberismo maturo e intelligente che contribuisce a mettere in guardia chi viene spesso tentato di ricorrere in maniera troppo massiccia o frequente alle leve dell’interventismo pubblico.

In questo contesto l’Unione Europea è indicata come il principale soggetto geopolitico in grado di cambiare le cose, svolgendo un ruolo essenziale per assicurare la sicurezza energetica, sia per gli Stati membri, sia per il sistema globale nel suo complesso. Tale ruolo potr%C3

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