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Sulle orme di Tocqueville/ 8

Sono passati 235 anni, ma la magia dell’Happy Fourth è sempre la stessa

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Quattro Luglio 2011, contea di New Scotland. È l’Independence Day, in cui la Dichiarazione di Indipendenza americana festeggia 235 anni, e fervono i preparativi in uno dei tanti Carolina Bay. I Carolina Bay sono una costellazione di laghi che punteggia una parte del Sud degli Stati Uniti, tutti di forma più o meno ovale e profondi pochi metri, apparentemente creati decine di migliaia di anni fa da una pioggia di meteoriti. Circondate da foreste e piene di alligatori, le coste di questi laghi sono punteggiata di case di campagna, spesso in legno, ognuna con un piccolo pontile proiettato sul Bay. La casa della famiglia McNeill la mattina del Quattro Luglio è in fermento. John McNeill, 92 anni, con un enorme cappello a stelle e strisce supervisiona i sei figli testare il microfono, apparecchiare la tavolata, sistemare i fiori e le bandiere. La famiglia McNeill, i cui avi avrebbero partecipato alla guerra di indipendenza americana, ha fondato ai primi del '900 la più antica farmacia della contea. Nella piccola baita costruita da John durante i week end degli anni '50, ricordi, oggetti, quadri, libri, raccontano una storia intrinsecamente legata a quella degli Stati Uniti: un acquerello raffigurante i soldati di George Washington attorno al fuoco da campo, i libri illustrati della spedizione di Luis&Clarke che ha aperto la via alla conquista del West, una vecchia stampa della Costituzione americana, una foto in bianco e nero della farmacia negli anni ’50. C’è anche la maglia del gruppo di atletica dell’Università della North Carolina, che si chiama Tar Heels come la milizia di patrioti che da queste parti diedero filo da torcere alle giubbe rosse britanniche più di due secoli fa. Da sessant’anni ormai la famiglia McNeill invita parenti, amici e vicini a festeggiare insieme l’Independence Day, e più di 200 persone sono attese questa mattina.

Sul pontile una serie di piccole silhouette di legno raffigurano i volti dei membri del primo Congresso delle colonie che firmarono lo storico documento, per dare ai bambini (e non solo a loro) un volto da ricordare quando leggono il nome di Benjamin Franklin o Thomas Jefferson. Il patio è addobbato con le bandiere non solo degli Stati Uniti ma anche di paesi considerati in qualche modo amici, dal Canada al Messico, da Israele alla Gran Bretagna, dando un tocco universale ad una festa quanto mai nazionale e nazionalista. La giornata si apre con le cornamuse scozzesi della banda della polizia locale. In molti stati americani anche i poliziotti non di origine scozzese suonano le cornamuse, perché tra la fine dell’800 e la seconda guerra mondiale il numero di arruolati tra immigrati scozzesi (e irlandesi) era così alto che ogni reparto aveva i propri suonatori di cornamuse, e la tradizione è rimasta anche oggi che l’equilibrio demografico nelle forze dell’ordine è ovviamente cambiato. Dopo la banda, Ron McNeill saluta e ringrazia tutti i presenti, ricordando quanto sia importante ricordare e celebrare il Quattro Luglio. Ricordo che si sostanzia nella lettura integrale della Dichiarazione di Indipendenza, importanza che si sente nell’aria quando l’inno nazionale viene ascoltato o cantato in piedi, mano sul petto, in rigoroso silenzio, da tutti, ma proprio tutti, i presenti, bambini compresi. La breve cerimonia si conclude con le salve di fucile sparate in aria da una fila di invitati – in North Carolina il porto d’armi è diffuso quasi quanto la patente di guida. La salva segna il “rompete le righe” e l’assalto al buffet nel parco della casa, dove sulla tavolata tra hot dog, hamburger e brownie spicca una enorme torta a stelle e strisce, decorata con l’aquila americana e con l’incipit della Dichiarazione di indipendenza.

Il pomeriggio si torna al centro storico di Wilmingon, che a differenza delle downtown delle grandi città americane è un susseguirsi di case in legno o mattoncini con portico o veranda, dove l’immancabile rocky chair e l’amaca servono a godersi la brezza dell’oceano al tramonto. Sul lungofiume locali come il Dockside sono affollati per cena già dalle sei di pomeriggio, e la gelateria Kiwin’s, aperta dal 1947, offre un gelato di Georgia Peach buono anche per gli standard italiani. All’aperto concerti di jazz, blues, e Southern Rock fanno da colonna sonora a quella che è una vera e propria festa di paese.

Di là dal fiume è ormeggiata la corazzata U.S.S. North Carolina, che ha gloriosamente servito sul pacifico nella Seconda Guerra Mondiale e ora fa da museo per gli appassionati di storia militare. Mike, il cui padre ha prestato servizio come pilota nella US Air Force, racconta come dopo l’attacco di Pearl Harbour, che nel 1941 ha distrutto quasi del tutto la flotta americana nel Pacifico, i vertici militari giapponesi indugiassero ad attaccare la costa statunitense non avendo la certezza di quante corazzate schierasse ancora la US Navy. La U.S.S. North Carolina in realtà era l’unica nave di quella classe in servizio sul Pacifico. E’ stata perciò mandata ogni giorno in avanscoperta con il preciso compito di farsi avvistare da un aereo da ricognizione giapponese, fuggire a tutta velocità, ridipingere nottetempo lo scafo in modo diverso, e ripetere l’escamotage il giorno successivo finché altre navi da guerra americane stanziate sull’Atlantico non avessero varcato lo stretto di Panama. Il trucco riuscì: dalla lettura delle comunicazioni giapponesi de-secretate a fine conflitto, risulta che la marina nipponica aveva avvistato e contato in quel lasso di tempo sedici navi da guerra americane, fatto che ha contribuito ad abbandonare l’idea di un attacco alle coste americane dando modo alla US Navy di riorganizzarsi e contrattaccare.

Proprio dalla U.S.S. North Carolina, a mezzanotte del Quattro Luglio viene sparata la lunga serie di fuochi d’artificio, sulle note di Born in the USA. Happy Forth.

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1 COMMENT

  1. Declino USA
    Forse alcuni centri minori sono rimasti gli stessi di 50 anni fa ma l’elezione di personaggi come Obama, la crisi del debito e l’islamizzazione sono pericolosi sintomi di un declino solo un pò più lento rispetto all’Europa.

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