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Souad Sbai, le minacce integraliste sul web e per strada

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Souad Sbai, membro della consulta islamica del Viminale e presidentessa della associazione delle donne marocchine in Italia è in pericolo. I fanatici dell’islam radicale non le perdonano di avere criticato il velo integrale nel nostro paese, spesso imposto da “imam fai da te” che in taluni casi sono convertiti, che provengono dalle fila della lotta armata di destra o di sinistra e che negli anni ’80 sono approdati al fanatismo religioso sperando di trovare lì nuove motivazioni anti occidentali. L’ultima volta che Souad ha esposto queste critiche con garbata ironia è accaduto durante una puntata delle “Iene”, lo scorso 14 marzo. Ed ecco che è stata subito etichettata nel forum dei fanatici dello sciismo italiano filo-hezbollah (www.Islamforweb.net).

Con un messaggio, o post che dir si voglia, tal Rumi, convertito italiano che di mestiere fa la guardia giurata, afferma: “Ci risiamo. Ieri sera stavo vedendo per caso un programma chiamato "Donne", una carrellata squallida di psicopatiche e madri frivole. Ospite c'era la Santanchè e si parlava di "diritti" e "libertà" non meglio specificate ma che si intuiva dove andavano a parare visto che si parlava di moda e morale. Alla fine si parla di velo islamico e la conduttrice intervista una marocchina apostata che comincia a sparare a zero sul velo e su un "uso strumentale dei fondamentalisti" di tale questione, con mia sorpresa è intervenuta la moglie di un fratello della moschea di Bologna, con figli e marito a seguito (è una famiglia italo-libanese) che ha cercato di limitare i danni che stavano dicendo sia la Santanchè che si è buttata a pesce per ribadire le sue posizioni islamofobe e la marocchina apostata.”

La marocchina apostata sarebbe lei, ovviamente. Non dovrebbe essere ignoto al ministro dell’Interno Giuliano Amato che un’accusa di apostasia in certi ambienti equivale a una condanna a morte. O almeno a un’istigazione in tal senso rivolta ai tanti fanatici psicolabili pronti a far fare alla nostra amica la stessa fine che fece Theo Van Gogh in Olanda. Oltretutto Souad Sbai, insieme all’onorevole Daniela Santanchè di An, è da tempo in prima linea nel denunciare quegli imam impazziti che nelle loro prediche nelle famose “moschee fai da te” filo-Ucoii incitano i mariti a picchiare le mogli. Perché, sostengono in perfetta mala fede religiosa, “il Corano dice che le donne sono come gli armenti”. Cioè le pecore.

Ultimamente Souad si è occupata anche della tristissima vicenda delle due sorelle Amal e Halima El Bourfai. Amal aveva denunciato il marito Mostafa Ben Har che la picchiava perché aveva sentito le prediche dell’imam della moschea di San Giovanni Lupatoto, il quale paragonava le donne alle pecore e sosteneva che per badare a loro bisognasse usare il bastone. Il marito alla fine aveva anche subito due condanne (due anni e mezzo fa  la prima e nel febbraio 2007 la seconda) anche se è ancora piede libero. E questo sebbene il Gip di Verona Marzio Bruno Guidorizzi non avesse concesso i benefici della condizionale. La sorella di Amal, Halima, invece, per avere convinto la congiunta a sporgere denuncia, undici giorni fa ha subito uno strano incidente: qualcuno le ha dato fuoco e ora sta in condizioni disperate nell’ospedale di Verona.

Nel Veneto da anni si sta ricreando con l’integralismo islamico quello stesso humus di predicazioni fanatiche e di cattivi maestri che negli anni ’70 portò all’esplodere della lotta armata diffusa, sotto gli auspici degli agit prop di allora che si chiamavano Toni Negri e compagnia cantante. In nome del politically correct le amministrazioni di sinistra come quella di San Giovanni Lupatoto non prendono sul serio le denuncie di maltrattamenti delle mogli degli islamici. E dicono nei consigli comunali che “fa parte della loro tradizione”.

In Toscana fanno di peggio, visto che è lo stesso Montepaschi di Siena a finanziare le moschee degli integralisti come quella di Colle Val d’Elsa. E che l’amministrazione comunale invita ad anni alterni Tariq Ramadan a spiegarci cosa è l’islam autentico. Cioè, secondo la sua vulgata, quello dei fratelli musulmani. Sarebbe forse ora che qualcuno al Viminale cominci a prendere sul serio questi episodi di maltrattamenti domestici e di predicazioni all’odio religioso e ponga un freno a  questo andazzo prima che accada qualcosa di molto grave. E intanto ci si domanda cosa si attenda ancora a dare una scorta a Souad Sbai, che solo due giorni fa è stata vittima di altro inquietante episodio di intimidazione: è stata seguita per strada a lungo da un individuo i cui tratti somatici lo caratterizzavano come  “dall’apparente nazionalità pakistana”. Terrorizzata Souad si è rifugiata dentro una stazione di metropolitana e di lì ha dovuto chiamare le forze dell’ordine.

Dimitri Buffa

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2 COMMENTS

  1. chi ha un occhio solo é considerato un re nel paese dei cechi
    La delusione degli immigrati stranieri in Italia…..

    In un paese veramente democratico le leggi vengono fatte per salvaguardare i diritti e la dignità umana nel suo aspetto sociale, economico e politico. Ma vengono fatte soprattutto da persone competenti con una vasta cultura globale , informate sulle regole e le esigenze della loro comunità nazionale ma anche sulla compatibilità di questi regole con le leggi internazionali ed europei.
    Questi persone che noi chiamiamo politici o con un termine grezzo da analfabeta ( potenti ), dimenticando che nella vera democrazia il potere nasce sempre dalla volontà del popolo, questi politici non devono essere finti buonisti ne difensori di una categoria limitata di cittadini per scopi demagogici od elettorali , ma devono esercitare il loro potere politico per difendere i diritti e la credibilità di tutti , imponendo il rispetto degli altri paesi verso di essi e stabilire categoricamente da che parte l’Italia deve stare per essere un paese civile rispettato non solo per il suo potere economico od industriale ma soprattutto per il suo valore umano e sociale per le sue leggi dello stato che non creano discriminazione tra i cittadini per motivi di razza o di religione , tutto questo non potrà avvenire con la politica delle chiacchiere del finto buonismo ma con dei fatti concreti e delle leggi che vanno a passo con quelli dei paesi europei civili .
    La maggior parte di noi ; immigrati stranieri hanno sognato l’Europa ( la vera ) con le sue leggi democratiche e le sue opportunità costituzionali concesse a tutti quelle persone che vivono sul suo territorio da molti anni e che contribuiscono , ognuno secondo le sue capacità economiche , fisiche o sociale al benessere di questo paese senza essere emarginati ( legalmente) per la loro origine, la loro razza o le loro innocue credenze religiose.
    Non e’ discriminazione vera e’ propria concedere l’assegno di maternità fino al terzo figlio minorenne solo ai cittadini italiani ed escludere quelli cittadini stranieri considerati di serie B e che vivono in Italia da 10 , 20 o 30 anni ? non e’ un paradosso all’italiana stabilire dall’articolo 40 del famoso testo unico sull’immigrazione che i cittadini stranieri ( chiamati extracomunitari ) in possesso di carta di soggiorno o di un permesso di soggiorno con una durata non inferiore a 2 anni sono equiparati economicamente e socialmente ai cittadini italiani e negargli alla fine questo piccolo diritto se fanno i figli ??!!! Non e’ una contraddizione con i principi della sacra costituzione far sentire i nostri figli diversi dai vostri ? . Non basta fargli studiare nelle vostre scuole; perchè questo lo possono fare in qualsiasi parte del mondo ed anche meglio , ma bisogna fargli sentire cittadini italiani in qualsiasi età della loro vita , senza condizioni ne ostacoli burocratici..
    I nostri figli , dopo aver studiato da voi per tanti anni, e dopo il compimento del loro diciottesimo anno dovranno ancora fare la fila davanti alle questure affollate per chiedere un permesso di soggiorno per studio e se per caso smettono di studiare e sono in cerca di un lavoro che non c’e , diventeranno clandestini od (apolide) e rischiano di essere espulsi nel loro paese d’origine con il quale non hanno più nessun rapporto né linguistico né culturale dato che sono nati o cresciuti per tanti anni in Italia !!!! .

    Dove l’uguaglianza in questo caso con i cittadini italiani ? dove l’integrazione di cui si è parlato in tutte le legislature e che non potrà mai essere realizzata se non vengono trattati gli stranieri regolari da veri cittadini ? . Non è finta uguaglianza concedere finalmente la cittadinanza ai nostri figli nati sul territorio italiano a condizione che noi genitori ( extracomunitari !! ) siamo in regola con il fisco , che abbiamo un reddito e paghiamo le tasse ! ( ben vengono questi leggi e questi condizioni per avere la cittadinanza , basta che questi regole fiscali siano applicati su tutti i cittadini , italiani o stranieri che siano ) tutti devono avere un reddito e tutti devono pagare le tasse, ma devono essere tutelati anche quelli famiglie di stranieri che non hanno un reddito sufficiente soprattutto quelli che vivono sfortunatamente nel sud d’Italia arrangiandosi onestamente giorno dopo giorno per vivere e fare studiare i loro figli senza pesare sull’economia del paese e senza mai avere la possibilità di una vita dignitosa in questa zona d’Italia dove la raccomandazione ed il clientelismo e’ una base fondamentale delle istituzione , figuriamoci se si tratta di una categoria debole , non protetta e senza nessuna voce politica come quella degli immigrati stranieri ( extracomunitari ).
    Vorrei sapere la reazione di certi Italiani quando sanno che marocchini in Belgio ed in Francia per non andare in paesi lontani come il Canada o la Svezia sono arrivati ad occupare posti di grande responsabilità nelle istituzioni di quelli paesi con merito e grande capacità , vorrei anche sapere perché solo in Italia vengono invitati spesso in televisione immigrati marocchini di basso livello culturale e senza nessuna formazione accademica od universitaria per discutere di argomenti delicati come la religione o l’integrazione perché non vengono valutati le persone prima di fargli parlare al nome di migliaia di persone se no di milioni d’ immigrati che si sentono indignati da questa rappresentanza non autorizzata e di basso livello come quella dei Imam chi non sanno neanche parlare o di Souad Sbai chi è arrivata ad occupare in Italia posizioni senza merito è senza una base formativa ed universitaria giocando sull’ignoranza degli Italiani in materia dell’islam e della cultura araba islamica e che alla fine da spazio a pregiudizi negative e critiche ingiuste da parte di certi italiani limitati culturalmente come Calderoli o come quelli che si considerano buoni fino a che gli immigrati stranieri occupano posti di basso livello o addirittura fino a che stanno nella merda , perchè è questo l’unico metodo che usano i politici ed i giornali per far sentire qualche italiano superiore .

    Tratto da uno studio sulla situazione
    Degli immigrati stranieri nel sud
    d’Italia .
    Fatima erragi

    classe 1962 immigrata in un paese
    d’immigrati da 18 anni

    Praia a Mare . CS Via L.Giugni
    N° 27 . Cap 87028 .

    Tel: 3396216557

  2. Una doverosa risposta alla signora Fatima
    Gentile signora Fatima,

    Grato per la sua trasparenza e per il buon senso che mostra nelle sue affermazioni.
    Si rende conto che lei è capitata in un Paese pieno di antiche contraddizioni? Un Paese che apre le porte a chiunque senza alcun controllo serio alle frontiere? Capisce benissimo cosa voglio dire. Quando, a confusione precedente se ne aggiuge altra, (dovuta ad un eccessivo afflusso migratorio), in tal caso da noi si dice che il primo che s’alza al mattino comanda.
    In altre parole, si guardi bene dalle cattiverie del mondo, (camorra, ndrangheta ecc.)
    ma, specialmente si guardi da quelli che di fronte le fanno il sorriso mentre lei non si accorge che stanno praticando “taqiyya”. Mi risponda: perchè Magdi Allam, Suoad Sbai e tanti altri arabi modernisti e laici devono vivere protetti da forza pubblica? Non credo siano delinquenti contro lo Stato o contro la gente da vivere imprigionati in una scorta! Essi vivono scortati perchè esprimono giudizi incontrovertibili su fatti e persone che oggi sono sotto inchiesta sia in Italia che nei Paesi di provenienza per aver tentato di sovvertire l’ordine che quel Paese si è dato e che lei signora ha abbandonato. Si domandi infine chi in Occidente da almeno un trentennio predica odio contro la gente, da un verso, e dall’altro pratica “taqiyya”: perchè lo fa?
    Solo dopo che si è data queste risposte, converrà con me che potrebbe mettere la sua intelligenza a disposizione di quelli (musulmani ed occidentali originari) che si battono per preservare ed affermare quei diritti che lei giustamente reclama e per i quali ha optato.
    E’ solo questione di buon senso, quel buon senso che molti hanno perso, proprio a causa di una visione distorta della realtà, una realtà vista non con le lenti del vero cristiano o del vero laico musulmano, ma con quella che esprimono i “signori delle moschee” per meglio irreggimentare gli esseri umani a proprio vantaggio.
    Allora non bastano due occhi ma tre.

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