Spagna. Chiesa a partito basco: “Non appoggi nuova legge su aborto”
29 Ottobre 2009
di Redazione
La decisione annunciata dal democristiano Partito nazionalista basco di appoggiare la riforma dell’aborto, all’esame del Congresso, ha suscitato malessere nella Chiesa spagnola, che chiede alla formazione nazionalista di recedere dalla decisione.
È quanto ha affermato il vescovo ausiliare di Bilbao, Mario Iceta, in dichiarazioni a Radio Euskadi citate oggi dai media. Nel sottolineare che la riforma della legge sull’aborto “non era inclusa nel programma elettorale” del partito nazionalista basco, il prelato ha fatto appello affinché si riconsideri questa decisione, “ha provocato malessere fra molta gente”, tra i quali “alcuni dirigenti” consultati dal vescovo.
Ma la decisione del Pnv, che segue l’appoggio dato al governo nella prima votazione parlamentare sulla finanziaria del 2010, è stata adottata all’unanimità, sia dalla direzione, che dall’assemblea nazionale. Il progetto di riforma prevede la depenalizzazione dell’aborto fino alla 14esima settimana di gestazione e fino alla 22esima in caso di grave malformazione del feto o pericolo per la salute psico-fisica della madre. Sul punto più controverso, che consente l’aborto alle 16enni e 17enni senza il consenso dei genitori, il governo socialista, promotore della riforma, ha intenzione di introdurre modifiche in sede parlamentare, perché sia prevista la consultazione di un adulto. Il vescovo Iceta ha censurato l’appoggio annunciato dal Pnv con la premessa che “l’aborto è una realtà socialmente accettata”, rilevando piuttosto che “contrasta clamorosamente” con l’ideologia del partito democristiano e “non risponde a quello che pensano molti dei suoi votanti”.
