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Spariti i Dico senza dirlo

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C’è un fatto semplice e incontrovertibile che dimostra come l’operazione governativa sui Dico non abbia nulla a che fare con le coppie di fatto e la loro sorte.

Il testo di legge su cui la maggioranza rischia di saltare e in nome del quale si rasenta una crisi senza precedenti con la Chiesa, semplicemente non esiste.

Dopo una settimana dal Consiglio dei ministri straordinario che ha approvato il ddl sui diritti dei conviventi, di quel provvedimento si è persa ogni traccia. Lo si attendeva al servizio assemblea del Senato e poi in commissione Giustizia, ma nessuno ne sa nulla. Neppure il dipartimento per i Rapporti con il Parlamento, da cui il ddl sarebbe dovuto transitare ne ha visto l’ombra. E al Quirinale è arrivato qualcosa? Questo ddl Napoletano lo ha visto? Lo ha firmato?

Si può pensare che la coppia Bindi-Pollastrini tratti il testo come un nato prematuro e lo sottoponga ad una prolungata incubazione al fine di un possibile irrobustimento.

Quello che conta però è altro: il testo non esiste eppure la nube polemica che promana già basta a soffocare i suoi promotori. Lo scontro dunque non è sul merito: a nessuno interessa veramente quello che capiterà alle coppie di fatto, nessuno mostra di avere a cuore un problema che pure esiste. La grande chiacchiera politica si è impossessata del tema ma serve a tutt’altro: ogni brandello della maggioranza vi cerca la sua legittimazione o il suo posizionamento. Dai teo-dem alle frange più radicali è tutto un dichiarare, fare appelli, dare interviste al solo scopo di guadagnare un millimetro di tela politica da tessere.

La legge non c’è forse non ci sarà mai ma i Dico hanno già detto ciò che sono: una partita politica un po’ cinica e un po’ cialtrona che serve al governo per restare in equilibrio magari sull’Afghanistan o sulla base Usa di Vicenza. Il tutto sulla pelle di quelli che ci hanno creduto.

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