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Squadra unica della Marsica: dal calcio alla politica, si vince uniti

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Dare unità al territorio. Rinforzarlo nei suoi valori e dargli nuovi impulsi. E coinvolgere i cittadini, superando ogni campanilismo o interesse di bottega. No, non è uno slogan politico. Ma se lo fosse, sarebbe il programma del partito ideale, che persegue fino in fondo la sua missione più autentica. Invece si tratta degli obiettivi che stanno dietro alla proposta da tempo accarezzata dal coordinatore regionale del Pdl e sindaco di Celano, Filippo Piccone, quella cioè di dar vita ad una squadra unica della Marsica.

Un sogno per molti marsicani, un sogno per un territorio da sempre alla ricerca di un'identità unica che, vuoi per la sua vastità, vuoi per qualche retaggio culturale, fatica a rompere steccati ideali, a volte più resistenti di quelli materiale, per riconoscersi nelle stesse aspettative e negli stessi valori.

Dietro al progetto, infatti, si nascondono motivazioni forti, che hanno a che fare con la cultura del territorio e con la ricerca di obiettivi comuni che sono l’unica via attraverso cui una comunità può crescere e prosperare. Ben venga, dunque, se questo stimolo arriva dallo sport. E soprattutto sia di esempio per la classe politica, che specie nell’ultimo periodo, stenta a trovare unità e soprattutto a parlare con un’unica voce, quella dei bisogni dei cittadini.

La squadra unica, invece, può essere è un inizio per centrare questi obiettivi. Tifare per la stessa squadra, il rito della domenica allo stadio, lo sventolare una stessa bandiera. Gesti semplici ma che possono aiutare a riconoscersi e superare le diffidenze e gli egoismi. “L’idea della squadra unica della marsica è lungimirante e soprattutto importante per lo sport del nostro territorio” è stato il commento del presidente della Commissione dello sport del Comune di Avezzano, Innocenzo Ranieri e l’entusiasmo con coi non solo i comuni marsicani, ma anche gli imprenditori stanno sostenendo l’iniziativa la dice molto più lunga delle immancabili critiche esercitate “a prescindere”.

E il parallelismo con proclami politici spesso affermati ma non mantenuti, merita qualche riflessione in più, se alla base di questo progetto c’è l’esigenza di un rinnovamento, pur nella continuità, della vecchia società; c’è l’esigenza di un ricambio dei vertici; c’è l’esigenza di dare nuove opportunità al territorio.

Perchè per farlo si cercano strumenti di unione di un territorio a volte troppo vasto come quello morsicano. E quindi, “avvicinare la popolazione e le risorse disponibili in un progetto innovativo, con l'obiettivo di razionalizzare i costi di gestione e creare un modello efficiente che permetta di ottenere risultati agonistici altamente competitivi”. La squadra unica della Marsica non sarà un partito, ma la politica può avere molto da imparare da questa esperienza. E allora, tutti allo stadio, per tifare la squadra vincente. E che sia calcio o politica, fa poca differenza.

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