Sri Lanka. Onu assolve governo su diritti umani durante conflitto con Tigri
28 Maggio 2009
di Redazione
Lo Sri Lanka si è rallegrato oggi per l’andamento del dibattito svoltosi nel Consiglio dei diritti umani dell’Onu a Ginevra, e conclusosi ieri con una mite risoluzione che esclude l’apertura di una inchiesta sulla violazione dei diritti umani nel conflitto conclusosi giorni fa con l’Esercito di liberazione delle Tigri Tamil (Ltte). Il ministro per i Diritti umani, Mahinda Samarasingha, ha dichiarato al sito web del Daily Mirror di Colombo che "si è trattato di una vittoria" e "dell’accettazione del modo con cui abbiamo gestito la situazione umanitaria".
Tuttavia all’apertura del dibattito l’Alto Commissario dell’Onu per i Diritti umani, Navi Pillay, aveva chiesto "una inchiesta internazionale, indipendente e credibile (…) per verificare circostanze, natura e dimensione delle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario". "Vi sono forti ragioni per pensare – aveva sottolineato – che guerriglia e militari hanno calpestato in modo palese il principio fondamentale dell’inviolabilità dei civili".
La Svizzera aveva presentato una mozione che però non è stata messa ai voti. La votazione, svoltasi ieri sera su una risoluzione dello stesso Sri Lanka intitolata "Assistenza allo Sri Lanka nella protezione e promozione dei diritti umani", ha ottenuto l’appoggio di 29 paesi, per lo più asiatici, africani e di Cuba, mentre 12 nazioni d’Europa e America latina hanno votato contro e sei si sono astenute. Al termine, il ministro degli Esteri Rohitha Bogollagama ha dichiarato al portale del governo cingalese (www.news.lk) che "gli sforzi compiuti a Ginevra hanno rappresentato un importante risultato per le relazioni estere dello Sri Lanka subito dopo la sconfitta del terrorismo dell’Ltte".
