Stabilità, liquidità e fiducia: le garanzie del Cav. agli italiani

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Stabilità, liquidità e fiducia: le garanzie del Cav. agli italiani

09 Ottobre 2008

Stabilità, liquidità fiducia. Questi i tre ingredienti che impediranno in Italia di assistere agli scenari di crisi andati in scena oltreoceano. Gli italiani non hanno di che preoccuparsi: i loro risparmi sono al sicuro, le banche sono meglio del materasso, nessuna banca italiana fallirà e nessun risparmiatore perderà un euro. La fiducia nel sistema bancario del paese deve rimanere intatta. Per farlo il Governo istituisce un maxi fondo per garantire liquidità alle banche, qualora ce ne fosse bisogno, e tutelare i risparmiatori.

Il progetto ricalca quello già messo a punto dalla Gran Bretagna, dove lo Stato può entrare nel capitale delle grandi banche in difficoltà acquistando azioni senza diritto di voto e senza alcun intento di nazionalizzare.

La differenza rispetto al Regno Unito è che nessuno ha fatto palesemente i nomi delle banche da salvare. Inoltre, se qui da noi ci dovesse essere l’intervento statale verso una determinata banca, automaticamente salterebbero i manager della stessa. Nomi di banche in crisi non ne sono state fatte perché, ad oggi, seri rischi di fallimento non ce ne sono.

Lo stesso  governatore Mario Draghi ha assicurato che le banche sono sufficientemente patrimonializzate e sufficientemente liquide, ma considerato gli effetti della crisi mondiale si è reso necessario procedere attraverso questo disegno di legge di tutela preventiva.  Berlusconi si rivolge apertamente agli italiani, storicamente popolo di risparmiatori, che in queste ore osserva con preoccupazione gli eventi, “ state sereni, non ritirate i vostri soldi, e non metteteli sotto il materasso, la situazione italiana è diversa da quella degli altri paesi”.

Tre le direzioni del decreto. La prima: il governo assicura che i depositi bancari saranno garantiti sempre e comunque. Fino a ieri i soldi depositati negli istituti di credito erano garantiti fino ad un massimo di 103mila euro da un organismo privato che raccoglieva risorse dai bilanci delle banche, il Fondo interbancario di garanzia. La crisi ha convinto il governo ad avviare una sorta di “nazionalizzazione” del Fondo, garantendo una copertura statale. L’istituzione del Fondo ha anche l’obiettivo di dare segnali di tranquillità al mercato ed è in linea con la maggiore flessibilità decisa in Europa nell’applicazione delle regole sugli aiuti di Stato. Un modo questo per proteggere i risparmi.

Il secondo  punto del decreto legge riguarda le banche, per garantire loro stabilità e metterle a riparo dal mercato impazzito il governo ha deciso di mettere a disposizione un fondo di 20 miliardi di euro, cifra che potrebbe essere destinata a salire. Un vero e proprio scudo la cui applicazione può essere di due tipi: semplice finanziamento per garantire liquidità o ingresso diretto nel capitale per poi uscirne una volta passata la tempesta. Lo stesso Tremonti ha precisato che il governo “non ha interesse a entrare nel capitale delle banche, ma se la Banca d’Italia o le banche stesse registreranno una capitalizzazione insufficiente, quel capitale lo metterà lo Stato”. Questa partecipazione pubblica sarà però “sterile ai fini del potere”. L’apporto di capitale sarà tempestivo e neutrale.

Il terzo punto mira a creare formule di sostegno alle piccole e medie imprese per quanto riguarda l’accesso al credito: in questo caso sarà Bankitalia a dare le giuste garanzie alle imprese.