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Stadio della Roma, Lombardi (M5S): “Speculazione immobiliare”. Ma Grillo risponde: “Decide la giunta”

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In Campidoglio, pare proprio che la questione “Stadio della Roma” agiti non poco le già tormentate acque del M5S capitolino. Dopo le dimissioni dell’ormai ex assessore all’Urbanistica, Paolo Berdini che aveva accusato la giunta capitolina di stare dando spazio a quella che lui stesso ha bollato come “la pi grande speculazione edilizia in Europa”, ora una nuova bordata contro il progetto stadio arriva dalla deputata del Movimento Roberta Lombardi.

“Questo non è un progetto per la realizzazione di uno stadio – scrive la deputata su Facebook - questo è un piano di speculazione immobiliare che una società statunitense vuole portare avanti ad ogni costo in deroga al nostro piano regolatore, nell’esclusivo interesse di fare profitto sulle nostre spalle”. Tradotto: il progetto, cubature più cubature meno, non s’a da fare. Almeno così come è stato ripresentato dalla Roma dopo le richieste di modifiche chieste al progetto originario.

Nei giorni scorsi, infatti, il vicesindaco Luca Bergamo aveva definito “innovative” le modifiche apportate, lasciando intravedere più di uno spiraglio per l’approvazione definitiva del progetto. Ma per la Lombardi non basta: “Bisogna annullare subito la delibera che stabilisce la pubblica utilità. Mi auguro che l’amministrazione capitolina faccia la scelta giusta e chieda al proponente di avanzare dunque un nuovo progetto che rispetti la legge e la Capitale” continua su Facebook.

La risposta alla deputata pentastellata viene direttamente da Grillo che nel suo blog ha “zittito” la Lombardi con un secco “Decidono la giunta e i consiglieri, i parlamentari pensino al loro lavoro”.

Insomma, nonostante Virginia Raggi continui a predicare calma perché “non c’è ancora nulla di approvato” e “stiamo valutando una via di mezzo”, sembra proprio che la questione stadio sia destinata a durare a lungo, con il rischio di provocare altre rotture. Interne, ovviamente. E pensare che all’inizio, la Raggi e suoi pensavano che il nemico fosse fuori dal Movimento. 

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