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Staffan de Mistura dà il colpo di grazia al Forum della discordia

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Sono rimasti in due, seduti al tavolo de Forum delle Culture: Luigi De Magistris e Stefano Caldoro. Fino a ieri a quel tavolo c’era anche il Governo, poi, nel tardo pomeriggio, la decisione di lasciare. “Il Forum? Ditemi cos'è. Per farlo non ci sono né soldi, né tempo. Se lo riterrà, e se avrà le risorse, investirà sul Forum il prossimo governo non certo noi. Non ha più il nostro avallo”. Il commento sintetico e diretto del sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura, non lascia spazio a troppe interpretazioni, e prosegue con un messaggio diretto  a Caldoro e De Magistris: “Fossi al posto di chi ha responsabilità, ci penserei bene a farlo”.

Insomma, un ennesimo ed inaspettato colpo, inferto ad un evento capace di riempire le pagine dei giornali e far parlare di sé più che altro a causa dei ripetuti problemi organizzativi, delle polemiche sulle nomine e dei soldi pubblici spesi in modo approssimativo.

Né Caldoro né De Magistris sembrano però intenzionati a mettere in discussione il Forum. “L'evento resta comunque internazionale ma sarà organizzato dalla Regione e dal Comune, conoscevamo le intenzioni del governo”, il commento del presidente della Regione, a cui fa eco il sindaco napoletano: “Sul Forum delle Culture non aspettiamo certo il nuovo governo perché l'organizzazione è già partita. Il sottosegretario si è un po’ confuso. Siamo già in stato avanzato, abbiamo l'accordo con la Regione, abbiamo nominato il commissario, stiamo firmando un protocollo con Barcellona”.

Peccato che da appuntamento internazionale il progetto, sperimentato per la prima volta dall’Unesco a Barcellona nel 2004, stia diventando un’iniziativa al massimo cittadina. Già nel 2007, il Governo Prodi aveva tolto al Forum il rango di “grande evento”, poi, con l’avvento a Palazzo San Giacomo di De Magistris, si era aperta la bagarre infinita sulla presidenza della macchina organizzativa: via Oddati, dentro Roberto Vecchioni. Polemiche infinite, legate al compenso del cantautore, ed ecco Vecchioni fare le valigie e lasciare tutto nelle mani di De Magistris. Da allora, mesi di stallo, di silenzi e imbarazzi, al punto che qualcuno iniziava a chiedersi: ma il Forum delle Culture che fine ha fatto? Solo pochi mesi fa, peraltro, un sondaggio promosso dal Corriere del Mezzogiorno, aveva cercato di capire cosa ne pensassero i cittadini napoletani dell’appuntamento. Risultato? Oltre la metà degli intervistati non sapeva nemmeno che cosa fosse.

Oggi, l’unica certezza sembra essere rappresentata dal finanziamento: 15 milioni di euro, che arriveranno direttamente dalle casse regionali. Forse anche per questo motivo il governo ha invitato gli organizzatori a ripensarci. Vale la pena rischiare un esborso simile, in un momento come questo? Oltretutto, per un evento che non si capisce bene quali vantaggi porterà? Senza tenere conto, poi, che da Palazzo Santa Lucia, a causa della questione relativa all’inceneritore di Acerra, è scattato il blocco dei pagamenti.  

Del resto, da almeno due anni a questa parte il Forum è stato pubblicizzato come un grande trampolino di lancio per la città, in grado di generare sviluppo e posti di lavoro. Il solito ritornello, intonato purtroppo anche per l’America’s Cup. In realtà, a differenza di quanto era accaduto per Barcellona, dove furono realizzate importanti infrastrutture, a Napoli il Forum è rimasto solo sulla carta, o al massimo è finito su qualche cartellone pubblicitario. Ecco allora che, a dieci mesi dal debutto, le idee latitano, e quei 15 milioni di euro, messi a  disposizione dalla Regione non è ancora chiaro dove siano destinati a finire. Caldoro ha parlato vagamente di “risorse che possono essere destinate esclusivamente per cultura e attività di promozione culturale”.

Per ora, dunque, nessun cenno ad investimenti strutturali e ad eventuali restauri cittadini, che servirebbero subito per il Forum, ma che poi resterebbero a disposizione di Napoli e dei napoletani. A Barcellona, in occasione dell’evento del 2004, era stato realizzato un Centro Congressi, tutt’oggi utilizzato. A Monterrey, in Messico è stato addirittura bonificato e riutilizzato un parco pubblico.

Intanto, se quello delle Culture appare in bilico, e senza il sostegno governativo, un altro Forum godrà al contrario dell’appoggio di Palazzo Chigi. Si tratta del “ World Urban Forum”, ovvero il dibattito internazionale sulla qualità urbana delle città. Il budget per l’iniziativa, che durerà solo tre giorni, è sceso, infatti, dagli iniziali 3 milioni e mezzo di euro a 1,2 milioni e secondo le stime di Staffan de Mistura porterà a Napoli tra le 5 e le settemila persone da tutto il mondo.

Insomma, nelle intenzioni del governo c’e’ spazio per una sola iniziativa e per un solo stanziamento di fondi. Facile capire,comunque, che Regione e Comune non rinunceranno all’evento, in programma nell’Aprile del 2013, se non altro per una questione di principio. Ecco perché alla fine il Forum delle Culture si farà. La speranza è che questi fondi regionali non vadano in fumo, come purtroppo è già accaduto in passato.

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