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Stasera in onda l’Anno Zero di Cappon

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Il grande giorno è arrivato, o sarebbe meglio dire la grande serata è giunta. Infatti alle 21 di questa sera andrà in onda la puntata di “Anno Zero” dedicata al reportage della Bbc “Sex crimes and Vatican”.

 Il filmato che racconterebbe atti di pedofilia che alcuni ecclesiastici avrebbero compiuto e che allungherebbe un’ombra sul ruolo dell’attuale Papa Benedetto XVI reo, a dir dell’inchiesta, di aver insabbiato le singole responsabilità. Occhi puntati, quindi, su Rai Due dove probabilmente si raggiungeranno share ed ascolti che la rete ricerca da tempo. E soprattutto per “Anno Zero” a digiuno di buone performance ma che stavolta potrebbe fare il botto superando il record della scorsa settimana, quando l’asticella degli ascolti si fermò al 17 per cento. E tra gli spettatori ci sarà, con una particolare attenzione, il direttore generale Claudio Cappon il cui destino, professionale s’intende, è nelle mani del conduttore Michele Santoro.

A porre sul capo del dg Rai questa insidiosa spada di Damocle il Consiglio d’Amministrazione dell’Azienda che in una tempestosa riunione notturna ha approvato ieri un documento che “impegna il dg a vigilare affinché la trasmissione in questione risponda alle esigenze del pubblico servizio, assicuri una corretta informazione, la tutela dei diritti dei minori, il più rigoroso rispetto delle leggi nonché di tutte le diverse idee e sensibilità”. Non finisce qui perché continuando a scorrere il testo si precisa “l’esclusiva responsabilità del direttore generale in merito alla corretta gestione della trasmissione, da lui autorizzata”. In poche parole se “sgarra” Santoro, Cappon rischia il posto. Una combinazione che quindi potrebbe mettere davvero con le spalle al muro il dg che fino ad ora è riuscito a schivare i colpi provenienti dalla CdL.

In effetti l’approvazione del documento non è stata una passeggiata di salute, ma è avvenuta dopo una durissima schermaglia all’interno del CdA e dopo l’abbandono della seduta da parte dei consiglieri del centrosinistra e dello stesso presidente Petruccioli contrari, a loro dire, ad una “censura preventiva”. Così sono andati avanti soltanto i rappresentanti del centrodestra, con l’astensione del consigliere Staderini, che hanno approvato il documento che mette alle strette Cappon. Una scelta, quella di investire della massima responsabilità il dg, che è sembrata a molti l’unica via vista l’impossibilità di bloccare la messa in onda del video. Infatti nel pomeriggio era giunta la comunicazione dei partecipanti alla trasmissione di Santoro che ha spuntato le armi che i consiglieri avevano preparato per sbarrare la strada al reportage. La presenza ad “Anno Zero” tra gli invitati di persone come  Monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense e  Don Fortunato Di Noto dell’associazione Meter che da anni lotta contro il fenomeno della pedofilia su internet, ha impedito di prendere la decisione di non mandare in onda il filmato targato Bbc. Un segnale, quello mandato da Santoro con l’ospitata di due alti rappresentanti religiosi, di voler garantire ampio pluralismo.

E così si è ripiegato sul documento di “esclusiva responsabilità”. Ma la ridda delle polemiche non si è spenta e il fuoco cova ancora sotto la cenere. Soprattutto da parte dell’Udeur che con il capogruppo al Senato, Tommaso Barbato, profetizza: “Cappon prepari le sue dimissioni”, precisando che “quello di questa sera è un pretestuoso e volgare attacco contro la figura del Pontefice, sostenuto da una vergognosa campagna della sinistra radicale condotta esclusivamente per fini di bassa politica. Vergogna!”. Intanto dall’agenzia di stampa della Cei si continua a sparare a palle incatenate sulla messa in onda del video accusando di “fare sciacallaggio mediatico contro la Chiesa e contro il Papa”. Ce ne è, quindi, per animare la serata. Una serata speciale dove è in gioco anche il destino del dg Cappon.

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4 COMMENTS

  1. Meglio una pizza!
    Stasera è la serata giusta, per andare a mangiarla una pizza, altrimenti sai che pizza, con Santoro!

  2. andiamo a leggerci
    andiamo a leggerci l’articolo di oggi a pagina 2 del foglio che smonta il video della bbc.
    l’autore dell’articolo era invitato da Snatoro che poi la “disinvitato” forse per eccessiva competenza!

  3. Finalmente una trasmissione
    Finalmente una trasmissione che mette in luce in Italia l’ipocrisia di certi personaggi. La chiesa si assuma le proprie responsabilità, smetta di nicchiare. Un plauso a Santoro Travaglio e tutti quelli che con coraggio dicono le verità(scomode degli italiani)Buona continuazione

  4. L’ipocrisia
    CENTRO DI DOCUMENTAZIONEFALSI ABUSI SUI MINORI
    http://www.falsiabusi.it info@falsiabusi.it

    A tutti i mass media
    e quanti in indirizzo

    Addì, 2 giugno 2007

    Il Centro di documentazione falsi abusi sui minori desidera portare all’attenzione dei mass media e a quanti in indirizzo accadimenti incresciosi compiuti in nome della tutela dell’infanzia, cui recentemente la cronaca ha dato ampio risalto con il caso di Rignano Flaminio.
    In particolare mi riferisco ai soli reati di violenza sessuale su infanti e non alla pedofilia in genere, che comunemente contempla un ventaglio di fattispecie ben più nutrito come la pedopornografia, la prostituzione minorile…
    In base ai dati raccolti in questi ultimi anni dal ns. Centro si è potuto rilevare che il numero di falsi abusi è in crescita esponenziale, così come le condanne di innocenti a seguito di pregiudizi, stereotipi e ignoranza circa lo sviluppo fisico-cognitivo del bambino.
    Questo non significa difendere i pedofili, da noi fermamente condannati, vuole solo evidenziare che troppi sono i danni commessi sui minori per dimostrarne il presunto abuso, utilizzando procedure e metodologie “fai da te” o ancor peggio legalizzando abusi perpetrati da inquirenti e tutori.
    Infatti è interessante notare come alcuni episodi, che per noi hanno dell’incredibile, per operatori del diritto e della salute mentale sarebbero di ordinaria amministrazione:
    ü nell’ottobre 2001 a Torino in un falso caso di abusi in una scuola materna, durante l’ascolto della bambina, pur avendo la stessa affermato di non conoscere il Presidente dell’istituto, la madre e la psicologa condivisero un comune disegno nell’incitare la piccola a denudarsi integralmente, sdraiandosi sul pavimento con le gambe in posizione ginecologica dinanzi a una telecamera che effettuava un primissimo piano dei genitali. Non va altresì dimenticando che dopo la sentenza di assoluzione, perché i fatti non sussistevano, si scoprì che la psicologa aveva agito su indicazioni del Pubblico Ministero ;
    ü dai giornali leggiamo che a Rignano Flaminio un padre ha filmato una simulazione di rapporto sessuale tra la figlia di 4 anni (peraltro nuda) e un nipote di undici, per ben dieci minuti ;
    ü a Brescia una madre ha dichiarato in televisione e in dibattimento (salvo verificarne la fondatezza) di essere stata masturbata dalla figlia per diversi minuti .
    Tutti questi episodi che riteniamo siano un vero abuso sessuale nei confronti dei bambini non vengono per nessun motivo perseguiti dall’Autorità giudiziaria, anzi verrebbero considerati dalla stessa “un’apprezzabile sforzo”, come prove contro gli indagati in quanto simili comportamenti altro non sarebbero che una dimostrazione di un vissuto con adulti.
    Questo significherebbe che organi istituzionali, oltre a condividerne l’operato, consentono ai genitori di abusare dei figli per dimostrare il presunto abuso per mano di terzi.
    Non dimentichiamo che la Corte di Cassazione ha affermato che violare la libera autodeterminazione sessuale di un minore è un reato, invece gli inquirenti non rilevano alcuna violazione in questi fatti.
    Altresì come è possibile che un sintomo, un disegno, un comportamento sessuale… siano attribuibili a uno stress di cui non se ne conosce l’origine e come possibile determinarlo con certezza dalle sofferenze dei bambini, così come le madri e alcune associazioni vanno gridando ai quattro venti, quando la letteratura scientifica e la stessa Cassazione hanno stabilito che un sintomo è aspecifico?
    La storia insegna a non reiterare gli stessi errori compiuti negli Stati Uniti e in Gran Bretagna sui falsi abusi, che con idonei interventi già dal 1990 hanno posto fine alla caccia alle streghe e agli untori per asseriti episodi di satanismo e abuso sessuale nelle scuole scoppiati dopo la vicenda emblematica dell’asilo Mac Martin.
    Quello che a noi manca per evitare ulteriori clamorosi insuccessi come quelli di Torino, Bergamo, Brescia Verona, Mobercelli, Modena… è la buona volontà e il buon senso, perché la letteratura scientifica maggiormente accreditata, come la Carta di Noto, e la stessa Corte Suprema di Cassazione con diverse pronunce hanno già tracciato le linee guida per evitare clamorosi errori giudiziari.
    Da ciò nasce l’esigenza di un protocollo comune su tutto il territorio nazionale, se non con forza di legge, almeno condiviso da tutte le Istituzioni e gestito esclusivamente dal corpo accademico, cui la magistratura dovrà necessariamente far ricorso.
    È altresì rilevante osservare che nei paesi anglosassoni la psicosi collettiva degli abusi sui bambini è rientrata nei livelli fisiologici anche grazie al fatto che molti operatori della psiche (assistenti sociali, psicologi, neuropsichiatri…) sono divenuti imputati, al posto degli indagati, per le false dichiarazioni in perizia. A tal proposito si osserva che la psicologia non consente di fornire elementi esaustivi né in un senso né nell’altro.
    Quindi dopo quanto esposto e gli episodi intollerabili di diversi falsi abusi sostanziati in ormai troppe scuole materne italiane e dalle separazioni coniugali o di fatto che hanno visto tanti bambini subire veri e propri abusi, non dagli indagati, forse è giunto il momento che le Istituzioni intervengano a monitorare e a reprimere tutti coloro che con le loro mendaci dichiarazioni o suggestioni creano la psicosi collettiva della pedofilia, facendo credere che a ogni angolo della strada vi sia un pedofilo o ancor peggio che ognuno di noi potrebbe essere un potenziale perverso.
    Inoltre ci si indigna per quanto commesso dai preti pedofili nel mondo, in particolare per il fatto che la chiesa avrebbe tendenza a nascondere e mantenere il segreto su tali reati, quando in realtà si giustificano comportamenti di vero abuso sessuale perpetrati da inquirenti e genitori sui bambini per dimostrarne un presunto abuso.
    Visto e considerato che la denuncia di denudazione della bambina del caso Torino è tuttora giace improduttiva su qualche scrivania, ciò sostanzia che la magistratura ha ritenuto idonea l’azione di violare la libera autodeterminazione sessuale del minore pur di dimostrare un supposto reato.
    Tutto ciò significa che per la tutela del minore da oggi in poi ogni tutore o inquirente è autorizzato, perlopiù non perseguibile dall’Autorità giudiziaria, a commettere atti e azioni di violenza sessuale, come quelli sopra descritti, ritenendoli legalizzati.
    La ns. speranza è rivolta a un futuro migliore e che quanto esposto possa trovare, a breve, una corretta attuazione per il bene dei nostri figli e nipoti così da rasserenare gli animi e valorizzare l’opera educativa di quanti operano nella scuola, con la speranza che il buon senso di tutti possa avere il sopravvento.
    Per il centro documentazione
    Vittorio Apolloni

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