Stato paga stage a studenti. E se le aziende pagassero l’università?
26 Giugno 2013
1o milioni di euro per gli studenti che, prima della laurea o della fine degli studi, faranno stage o esperienze di lavoro presso imprese ed istituzioni. E’ soddisfatta il ministro Maria Chiara Carrozza per i provvedimenti su scuole e università varati ieri in Consiglio dei ministri con il Dl lavoro.
L’idea è di favorire la alternanza tra scuola e lavoro, di permettere agli studenti di avere "esperienze di lavoro, stage o tirocini, prima del diploma, sia per quanto riguarda gli istituti professionali sia l’università". Ma la riflessione da fare è un’altra, almeno al livello universitario.
Ancora una volta è lo Stato a contribuire di tasca sua pur di stimolare le aziende: lo stagista giovane e volenteroso che non guarda all’orologio perché vedi tu che magari alla fine mi assumono resta il modello dominante. Improbabile, che lo assumano, se intanto non cambieranno le regole del mercato del lavoro.
Ma è mai possibile che debba sempre pagare pantalone? 10 milioni di euro non sono una cifra astronomica ma è comunque una scelta che va nella direzione di favorire le aziende con soldi pubblici. Che ci può anche stare visti i tempi magri per chi fa impresa in Italia e dopo i guasti della riforma Fornero. Ma se invece provassimo a guardare il problema sotto un altro punto di vista?
Se si cominciasse cioé a vedere nella università un erogatore di servizi, un laboratorio di qualità, un vivaio di giovani che invece degli stage in azienda possano entrare direttamente nel mercato offrendo la loro professionalità alle aziende ma all’interno del loro percorso di studi e restando dentro le università?
Seguendo questo ragionamento, converrebbe capire fino a che punto può spingersi oggi l’università nell’erogare ed offrire servizi all’esterno, dove può essere competitiva, quando può guadagnarci invece di restare stretta tra gli aiuti di mamma Stato e i vantaggi offerti al sistema imprenditoriale senza ricevere molto altro in cambio.
Quanto possono essere competitivi e produttivi i giovani già all’interno della università? Capiremmo anche se e quanto valgono, perché uno stage sponsorizzato dallo Stato non si nega (quasi) a nessuno, mentre a pagare per un servizio ben fatto, comunque competitivo e più economico, un imprenditore o un decisore qualsiasi esso sia ci pensa sempre due volte.
