Stavolta Mastella molla davvero la Giustizia
17 Gennaio 2008
Sembra incredibile ma stavolta Mastella si dimetterà sul
serio da ministro Guardasigilli e Prodi appare orientato ad assumere il proprio
primo interim di governo. Un’altra giornata di fuoco attende quindi l’esecutivo
in carica, oramai assediato su più fronti, politici e giudiziari.
E ieri l’Anm, da Caltanissetta dove si trova riunita la
giunta per un convegno contro il racket,
ha fatto sentire la propria voce in difesa dell’operato dei magistrati di Santa
Maria Capua Vetere. Il tutto plaudendo alle dimissioni del ministro
Guardasigilli giudicate “un atto doveroso”.
Chiude il quadro l’incredibile intervista dell’ex capo dello
stato Oscar Luigi Scalfaro al “Corriere della Sera” di oggi in cui si fanno
paragoni tra il tempismo degli arresti
di ieri in cui è stato praticamente decimato tutto l’Udeur campano (con il
ministro indagato per concussione insieme alla moglie Sandra Lonardo agli
arresti domiciliari) e il famigerato avviso di garanzia per corruzione
recapitato a Berlusconi nel lontano 1994, epoca del suo promo governo, allorchè
si apprestava a presenziare al vertice del G7 sulla criminalità organizzata.
Un’intervista che lascia stupefatti per la “smemoratezza mirata” con cui l’ex
capo dello stato oggi, cicero pro domo sua, ricostruisce quegli eventi.
Dimenticando che nel 1994 lui stesso era stato invece parte attiva in tutta
quella intricata vicenda che portò alla caduta del primo governo Berlusconi,
con la sua quirinalizia benedizione. E con la difesa di ufficio di Borrelli e
compagni proprio da quelle accuse di “giustizia a orologeria” che oggi lo
stesso Scalfaro tira fuori contro i giudici di Santa Maria Capua Vetere con
questo ardito paragone.
Ieri comunque la retromarcia
politica di gran parte della
maggioranza sulle denuncie ai magistrati fatte da Mastella nel proprio discorso
d’addio ha trovato l’autorevole sponda dell’Associazione nazionale magistrati. Che è intervenuta nel dibattito “a gamba tesa”. Per l’Anm infatti “a
parte il rispetto per le doverose dimissioni del Ministro, proprio le sue
dichiarazioni rese davanti al
Parlamento, e altre rese oggi da esponenti politici di molti partiti, ancora una volta portano fuori dalle aule di giustizia il
dibattito sul merito dei provvedimenti giudiziari con modalità espressive e di aggressione alla magistratura che alterano gli equilibri tra
i poteri dello stato e non si
giustificano in alcun modo, specie se provenienti dal Ministro della Giustizia”.
Non basta: secondo il neo insediato esecutivo sindacale
delle toghe quella di ieri è da
considerarsi “una polemica furiosa
intorno all’emissione di un provvedimento giudiziario cautelare che ha interessato amministratori pubblici
campani, coinvolgendo personalmente anche il Ministro della Giustizia”.
Parole che mettono ovviamente in grande imbarazzo lo stesso
Prodi che ieri aveva fatto di tutto per convincere Mastella ha restare al
proprio posto ma che oggi deve fare i conti con una situazione che è
precipitata nel giro di poche ore. Ecco quindi spiegata la soluzione
dell’interim e il benservito allo stesso Mastella.
A questo punto, lo capiscono tutti, anche la sorte di questo
governo è appesa a un filo che potrebbe essere rotto magari da un futuro evento
di natura giudiziaria. E la spietata nota dell’Anm non lascia spazio a
illusioni nel proprio finale: “non ci interessano difese corporative, ma
rileviamo che ancora una volta la
politica si accorge della giustizia quando degli amministratori pubblici sono interessati da accuse di reato:
non si riscontra il medesimo interesse
quando si tratta di coprire gli organici, dotare gli uffici giudiziari di personale
amministrativo e di beni strumentali,
incrementare le forze di polizia, rendere più celere ed efficiente la giustizia nell’interesse dei
cittadini”. Altro che legge per limitare le intercettazioni quindi. Questi
reclamano più mezzi proprio per indagare su fattispecie di reato come quella su
cui è caduto mezzo Udeur.
Con queste premesse venerdì 25 gennaio ci sarà anche
l’inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione. E non manca chi teme che
il conto alla rovescia per il “de
profundis” al secondo governo Prodi possa cominciare proprio quel giorno. Dove
se ne vedranno e sentiranno delle belle.
