Stevanin, il serial killer di Terrazzo vuole diventare frate
01 Settembre 2010
di Redazione
Dalla cella del carcere a quella di un convento francescano. È quanto sta meditando di fare Gianfranco Stevanin, il serial killer di Terrazzo (Verona) che nella prigione di Opera sta scontando l’ergastolo per gli omicidi di 6 donne brutalizzate – ma c’è chi ritiene possano essere molte di più- fatte a pezzi e sepolte nella campagna della bassa veronese tra il 1989 e il 1994.
Rinchiuso da 16 anni, Stevanin, che compirà 50 anni il 2 ottobre, è da tempo seguito da un padre spirituale che dovrebbe verificare l’autenticità della vocazione che potrebbe portarlo nel Terzo Ordine Regolare di San Francesco. Un sentimento che, come sottolinea oggi "Libero", non viene certo ostacolato dall’ordine di Assisi perché, spiega padre Clemente Moriggi, responsabile della Fondazione Fratelli di San Francesco, "come per l’assassino di Santa Maria Goretti anche Gianfranco è un essere creato da Dio che adesso Dio intende ritrovare".
"Il convento non è organizzato per ricevere i folli – precisa il padre spirituale di Stevanin – e la Cassazione ha stabilito che lui non lo è. Il diritto canonico non preclude la possibilità". "Religioso Gianfranco lo è sempre stato – dice oggi il legale di Stevanin, Cesare Dal Maso – è veramente un credente ma la vera svolta è arrivata circa sette mesi fa con la morte della madre a cui era stato sempre legato. Era stata lei a educarlo alla preghiera anche se è difficile da capire per una persona condannata per crimini feroci".
Dal Maso è convinto che la vocazione del suo assistito "sia vera e sentita aiutato in questo anche dalla stretta vicinanza con i frati del carcere".
