Stop di Fini alla corsa di Cosentino. E nel Pdl esplode il caso Campania
21 Ottobre 2009
Lo stop è arrivato dai piani alti di Montecitorio. E nel puzzle per le regionali una delle caselle che sembrava a buon punto, ora rischia di saltare. Gianfranco Fini, infatti, non vede di buon occhio la candidatura a governatore della Campania di Nicola Cosentino, coordinatore regionale del partito, in passato tirato in ballo da alcuni pentiti del clan casertano dei Casalesi. Bocche cucite in procura da dove esce solo che i magistrati stanno vagliando le dichiarazioni di Gaetano Vassallo.
Fini ha segnalato senza tanti giri di parole le sue perplessità ai tre coordinatori del Pdl Bondi, Verdini e La Russa che con lui hanno fatto il punto sui nomi in lizza per le regionali. Il ragionamento di fondo dell’ex leader di An è che soprattutto nelle regioni del sud il partito deve esprimere candidature inappuntabili sotto il profilo della legalità.
Una candidatura quella del sottosegretario all’Economia con delega al Cipe che solo una manciata di giorni fa aveva segnato un passo in avanti verso la conferma ma che adesso potrebbe essere rimessa in discussione e riaprire così la partita attorno al nome di Stefano Caldoro, ex ministro socialista sul quale lo stesso Fini avrebbe espresso il proprio gradimento. Non è escluso però che in queste ore possano profilarsi altri nomi sui quali il partito sarà chiamato a ragionare, anche perché non tutti tra i vertici del partito campano hanno mostrato particolare entusiasmo sull’opzione Cosentino. E che dalla riunione con Fini sia uscita la parola d’ordine “prendere tempo” lo si capisce dalle dichiarazioni di La Russa che rimanda la chiusura delle candidature ai primi di novembre e sulla Campania chiosa laconico: “C’è un’indicazione del partito per Cosentino ma credo si arriverà a una rosa di candidati”. Lo conferma Denis Verdini quando dice “dobbiamo riflettere, insieme a lui, se andare avanti o meno. Lui stesso nutre qualche perplessità ma la sua candidatura è in pole position. Cosentino è sottosegretario e coordinatore regionale, ha fatto ha fatto un lavoro splendido in Campania negli ultimi anni e ha tutte le possibilità per affrontare questo turno elettorale”.
Dal canto suo Cosentino, almeno per ora, non sembra intenzionato a cedere il passo ad altri potenziali candidati, forte anche del fatto che la maggioranza del partito sta dalla sua parte. Il coordinatore del Pdl campano sostiene di non essere a conoscenza di alcuna inchiesta a suo carico e sottolinea che il clima che si sta creando fa parte di una “campagna diffamatoria – violenta e senza precedenti nella storia politica recente non solo campana – in vista delle prossime regionali. Ripongo piena fiducia nella magistratura e sono a disposizione per qualsiasi tipo di iniziativa che gli inquirenti vorranno assumere per l’accertamento della verità” e si dice pronto “a rinunciare a qualsiasi scudo di protezione legato al mio ruolo di parlamentare. Respingo ogni accusa che neanche subdolamente mi viene addebitata e sottolineo che la mia condotta, pubblica e privata, era, è e resterà limpida”.
Dalla Campania al Veneto. Altra casella ancora da definire. Verdini parla di “discussione aperta” e questo la dice lunga sul fatto che la poltrona di Galan stia diventando sempre più incandescente. Il governatore uscente non intende rinunciare alla corsa per la riconferma del suo mandato amministrativo ma la Lega non ne vuol sentir parlare e rivendica per sé la regione dove già oltre un centinaio di enti locali sono appannaggio del Carroccio. Insomma un braccio di ferro che per ora agita e non poco la maggioranza. Verdini smorza le tensioni e osserva che il Pdl “è alleato con la Lega che ha ottenuto successi, è un alleato fedele e sta chiedendo delle presidenze di regioni tra le quali il Veneto”.
Due dossier “caldi” già sul tavolo di Berlusconi al suo rientro dalla Russia.
