Storace: “Ecco perchè Marrazzo non può autosospendersi”

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Storace: “Ecco perchè Marrazzo non può autosospendersi”

26 Ottobre 2009

Cinque anni fa Piero Marrazzo lo ha battuto alle regionali. Cinque anni dopo e con un buon margine di anticipo sulla scadenza naturale della legislatura targata centrosinistra, Francesco Storace, leader de La Destra, traccia un bilancio impietoso sull’operato del suo competitor, indipendentemente dal Marazzo-gate. E Statuto alla mano rilancia: “L’autosospensione non esiste, in Lazio subito al voto”.

Storace, che idea si è fatto del caso che coinvolge il presidente della Regione Lazio?

Provo una sensazione di profonda tristezza. Per cinque anni ho dovuto sentire un giorno sì e l’altro pure che era arrivato il ‘salvatore della patria’ e invece oggi scopriamo che è stato il peggiore presidente della Regione.

Il suo è un giudizio di merito, indipendentemente dalle vicende private del governatore?

Certo, ma immagino che se Marrazzo ha detto bugie sulla sua vita privata è facile dubitare di ciò che ha detto in cinque anni di propaganda.

Faccia qualche esempio.

Anzitutto il disavanzo dell’ente che ha continuato ad aumentare nonostante gli otto miliardi assegnati alla Regione Lazio dai vari governi.

Qual è in questa storia l’aspetto secondo lei più grave sul piano politico?

La mancata denuncia del ricatto, al di là dei comportamenti. E credo che questo sia un dato politico. A Roma ci sono quartieri dove girano bande di estorsori  contro i commercianti che tutti noi sollecitiamo, giustamente, a denunciare; eppoi abbiamo l’esempio contrario e in particolare da colui che ha condotto per anni una trasmissione di servizio come “Mi Manda Raitre”.

Negli anni del suo mandato da governatore è stato riscritto lo statuto della Regione Lazio. Prevede o no l’autosospensione per il presidente della giunta?

Credo di essere tra coloro che conoscono meglio e più a fondo lo statuto avendolo scritto e approvato durante il mio mandato. L’autosospensione non esiste da nessuna parte. C’è invece la possibilità di delegare il vicepresidente in caso di assenza o impedimento temporaneo: così è scritto nell’articolo 45.

Può spiegare che succede in entrambe le opzioni?

In caso di assenza il presidente può essere sostituito dal suo vice; anche a me è capitato di essere assente per un impegno istituzionale e così è stato. Quanto all’impedimento temporaneo si potrebbe profilare, ad esempio, per un caso analogo a quello accaduto a Del Turco;  oppure, con le dovute proporzioni, quando il capo dello Stato è impegnato in una missione istituzionale all’estero. O ancora, per malattia. Il comunicato dei giorni scorsi scritto da Marrazzo diceva due cose: motivi di opportunità e non mi pare si possano considerare una malattia e la frase “il percorso che porta alle mie dimissioni” e non credo rientri nel concetto di temporaneità.

C’è il rischio che gli atti e le leggi prodotti da adesso in poi possano essere invalidati o quanto meno impugnati?

Primo punto: la figura del vicepresidente. Esterino Montino non è stato eletto consigliere regionale ma è un esterno chiamato da Marrazzo. E già su questo c’è di che riflettere.  Secondo punto: quali sono i poteri che gli vengono attribuiti con delega? Quelli del presidente e lo statuto li norma con molta precisione. Ad esempio può promulgare ed emanare provvedimenti legislativi. Ora, su una legge approvata dal consiglio regionale e promulgata dal vicepresidente Montino credo che il ministro Fitto potrebbe sollevare la questione di illegittimità. E questo vale anche per i regolamenti regionali, le funzioni amministrative, le nomine. Non solo, ma alcuni atti potrebbero essere impugnati da chi si sente leso e non c’è dubbio che il Tar interverrebbe con la forza della legge. Il rischio, insomma, è l’abuso d’ufficio permanente.

Ma allora perché l’autosospensione?

Perché il Pd non sa come uscirne, non hanno un candidato adatto al partito, adatto alla coalizione e più in generale adatto a stringere un accordo con l’Udc. Una mossa per prendere tempo. A Bersani, neo segretario dei democratici ho rivolto un augurio di buon lavoro e un consiglio: dia uno sguardo ai risultati nel Lazio e faccia piazza pulita degli imbroglioni che non vogliono andare a votare. L’impedimento temporaneo è stato quello degli elettori che non hanno votato alle primarie del Lazio.

Il Pdl contesta l’autosospensione di Marrazzo e si dice pronto a iniziative legali. Lei come intende muoversi?

Ho visto le iniziative del Pdl che ritengo condivisibili, quindi spero che vengano portati avanti. Non vorrei, infatti, che alla fine ci fosse la tentazione di fare solo rumore. Lo vedremo nelle prossime ore. Ho parlato con il leader regionale del Pdl, ho letto le dichiarazioni di Alemanno, cioè di esponenti autorevoli che danno garanzie in questo senso. Verificheremo.  

Molta morale su Berlusconi dai pensatori di sinistra e dai giornali d’area,  Republbica in testa.  Toni più soft sul Marrazzo-gate. Secondo lei per quale ragione?

Il paragone non regge. Berlusconi – e sui suoi comportamenti privati potrei avere da ridire – a differenza di Marrazzo ha incontrato una persona che registrava a sua insaputa, tant’è vero che il premier ha avuto l’idea geniale di dire: ‘tutti sanno che non sono un santo’. Marrazzo lo può dire? E ancora: Berlusconi non è stato ricattato , il presidente della Regione Lazio sì.

C’è poi la campagna mediatica che per mesi ha tentato di denigrare l’immagine del premier in Italia e all’estero.

Sono  curioso di vedere cosa succede giovedì ad Annozero.