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Strage di Duisburg, parla il boss dei Nirta

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Il boss sospettato di aver commissionato la strage di Duisburg si confessa ai giornalisti , dichiarandosi innocente, “Se volevo ammazzare uno come Marmo lo facevo qui”.

Ecco cosa risponde Giovanni Luca Nirta se gli si chiede di descrivere la 'nndrangheta: “La che...? Boh. Esiste in tutti i paesi. Forse anche a San Luca, chi lo sa”. Finge di non sapere nulla il boss contadino interpellato nel suo casale di campagna a pochi chilometri da San Luca, “Si è trattato di un equivoco, qualcuno ha pensato che sono colpevole di qualcosa che non ho fatto. Ma gli assassini di mia moglie, quelli non li perdono. Intendiamoci: non dico che meritano di morire, ma che dovrebbero finire in carcere”.

“In Germania non sono mai stato. Di questa storia non ne so assolutamente nulla. L'ho sentita in televisione, la mattina di Ferragosto, e mi si è riaperto il cuore. Sono stati ammazzati ragazzi di San Luca come è stata ammazzata mia moglie. Poi ho sentito il mio nome, quello della mia famiglia. Ma perché? Io che c'entro? Mi chiamano boss, ma l'unica condanna che ho è per una rapina del 1986. Ho scontato quattro anni e sei mesi di carcere. Non ho un rinvio a giudizio per associazione a delinquere, traffico di stupefacenti. Niente. Sono solamente un vedovo che tutte le mattine fa il latte ai suoi tre figli. Sono un uomo che non vive più, da quella notte di Natale”. Giovanni Luca Nirta è il marito di Maria Strangio uccisa a colpi d'arma da fuoco lo scorso Natale.

Intanto si fa strada la pista delle armi, nel senso che Marco Marmo sarebbe arrivato a Duisburg con l'intento di comprare delle mitragliette, convinto di poter contare su certi appoggi.


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