Strage Erba. Olindo: confessai dopo un lavaggio del cervello

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Strage Erba. Olindo: confessai dopo un lavaggio del cervello

18 Febbraio 2008

“Era come se mi avessero fatto un lavaggio del cervello”. Olindo Romano, imputato per la strage di Erba dell’11 dicembre 2006, ha raccontato così le ore che precedettero la sua confessione, poi ritrattata.

“Quella mattina in carcere – ha detto l’imputato – mi si presentarono due carabinieri in borghese per prendermi le impronte. Poi mi dissero che se avessi confessato mi sarei tolto un grosso peso dalla coscienza e che con le prove che avevano in mano andavo incontro all’ergastolo”.

Romano ha poi aggiunto che durante il colloquio gli fu prospettato un esito molto diverso: “se avessi confessato, con l’abbreviato, la buona condotta e altre attenuanti mi dissero che in cinque anni sarei stato fuori e soprattutto, cosa che mi sollevò molto, che mia moglie sarebbe stata subito fuori”. Una prospettiva, che lo mise di fronte all’opzione di “non dire la verità”.

“Ero crollato in disperazione – ha aggiunto riferendosi al dilemma della confessione -. Ci pensai pochi minuti e concordai la cosa con loro chiedendo di parlare prima con mia moglie. In attesa del Pm ho continuato a parlare con loro” di come era stato trovato l’appartamento, di quali armi fossero state usate e altri dettagli relativi alla scena del delitto. “Era come si mi avessero fatto il lavaggio del cervello – ha concluso Olindo – e mi convinsi che quello era il minore dei mali; quindi accettai e quando arrivarono i Pm confessai”.

 fonte: APCOM