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Strage in Pakistan per il ritorno della Bhutto

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Si è trasformato in un bagno di sangue il ritorno di Benazir Bhutto in Pakistan dopo otto anni di esilio. A Karachi due spaventose esplosioni hanno accolto il corteo dei sostenitori della Bhutto facendo oltre 130 vittime e più di 400 feriti. L'auto su cui viaggiava l'ex premier pakistano è sfuggita per miracolo all'esplosione e la Bhutto è rimasta illesa. L'attentato è stato subito associato ad al Qaeda che non ha mai perdonato alla Bhutto il suo sostegno agli Stati Uniti nella lotta contro il terrorismo dopo l'11 settembre e si oppone alla riconciliazione con Musharraf. 

Nei pressi del ponte della nuova sopraelevata di Karsaz, nel cuore della città, due attentatori suicidi hanno attaccato entrambi i lati del corteo di macchine in cui viaggiava l'ex premier rimasta fortunatamente illesa pur trovandosi a pochissimi metri dall’esplosione. Il corteo si stava dirigendo dall'aeroporto di Karachi al mausoleo del padre della patria Muhammad Ali Jinnah dove la Bhutto avrebbe dovuto tenere il suo primo discorso dopo il rientro in patria. Tra le vittime ci sono poliziotti che scortavano l'autocarro, giornalisti e sostenitori.

Subito dopo l'attentato, l'ex premier - che - è stata condotta dagli agenti di sicurezza nell'abitazione della famiglia.

Il capo della polizia di Karachi, Azhar Farooqi, ha dichiarato che la Bhutto è stata portata via dalla zona in base ai piani di emergenza preparati precedentemente: “È stata sgomberata in sicurezza e si trova attualmente nella residenza di Bilawal”. L’ex premier viaggiava su un autocarro protetta da una schermatura di cristalli blindati antiproiettile.

L'attentato, il più grave nella storia del Paese, non è ancora stato rivendicato, ma sembra evidente la mano di Al Qaeda dopo le minacce rivolte alla Bhutti da alcuni militanti nei giorni scorsi. Il presidente pachistano Pervez Musharraf ha parlato di “complotto contro la democrazia”.

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