Strage Viareggio: Matteoli, prime verifiche su carri cisterna
01 Luglio 2009
di Redazione
Sono in corso in queste ore i primi accertamenti per verificare l’opportunità di intervenire sui carri cisterna.
Il trasbordo del Gpl dai vagoni ribaltati a Viareggio è ancora in corso ed è “un’attività che sta avvenendo con le massime preoccupazioni”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, in una informativa urgente alla Camera, spiegando che “sono in corso accertamenti per verificare l’opportunità di intervenire sui carri cisterna che trasportano gas compressi, liquefatti o disciolti, immatricolati presso le reti estere”.
Il bilancio della tragedia è drammatico: sono 31 i feriti più o meno gravi smistati in ospedali del Centro e del Nord Italia, 3 i dispersi e 16 le vittime. Nessun errore umano secondo le prime ricostruzioni, tutta colpa di un vagone che ha ceduto anche se è ancora troppo presto per sbilanciarsi.
“Il Rid, il Regolamento per il trasporto di merci pericolose – ha aggiunto il ministro – viene aggiornato a livello comunitario ogni due anni. L’ultimo, approvato nel 2007, scadeva proprio ieri, il 30 giugno 2009. Inoltre l’ultimo testo aggiornato non comporta variazione della merce pericolosa Gpl”. Matteoli ha poi ribadito che il treno era composto da 14 carri cisterna trasportanti butano, trainati da una locomotiva elettrica Trenitalia. I primi accertamenti hanno evidenziato che dopo 15 traverse, circa 9 metri, la ruota sinistra del primo carro è caduta all’interno del binario. In seguito allo sviò, lo stesso carro ha urtato il marciapiede del binario dispari: il treno ha proseguito per tutta la stazione fermandosi a circa 200 metri dopo il marciapiedi, con le prime cinque cisterne ribaltate verso sinistra, le successive due sviate ma ancora in asse e le ultime sette rimaste sul binario. In totale il treno ha percorso, dopo essere sviato, circa 500 metri. L’incendio è stato provocato dalla fuoriuscita del gas dalla cisterna del primo carro e dalla sua successiva deflagrazione.
“Sono in contatto fin da ieri – ha proseguito Matteoli – con il commissario Tajani affinché al prossimo consiglio dei ministri europei venga posto all’ordine del giorno l’approfondimento degli strumenti che garantiscono la circolazione delle merci pericolose”.
