Studi di settore: l’Udeur contro Prodi
20 Giugno 2007
di Redazione
Scontro durante il question time odierno alla Camera tra il premier Romano Prodi e il
capogruppo dell’Udeur, Mauro Fabris. Materia del contendere le
modalità con cui il governo ha applicato gli studi di settore.
Prodi
ha affermato che gli studi di settore “non sono un accertamento fiscale né una
minimum tax, ma rappresentano invece un aiuto per i contribuenti”. “Gli studi settore non sono
un sistema automatico – ha precisato il premier-, ma sono uno strumento utilizzabile
come punto di riferimento per il contribuente che, adeguandosi, sta tranquillo
rispetto a controlli futuri ma anche un punto di riferimento per
l’amministrazione ai fini della selezione dei contribuenti per i controlli
fiscali”.
Fabris
ha replicato sostenendo che “il problema non è quello della congruità o meno
degli studi di settore: è come sia stato possibile che, malgrado lo strumento
della concertazione con le forze sociali sia quello prediletto dalla
maggioranza di centrosinistra, si sia arrivati al punto di applicare gli
indicatori di normalità economica individuati per il 2007, già sui redditi 2006
e peraltro senza alcun confronto con le categorie interessate”.
“La
nostra proposta, a questo punto – ha sottolineato il capogruppo Udeur – è
semplice ed efficace: sospendere l’applicazione degli indicatori di normalità
economica ai fini dell’accertamento, e procedere rapidamente alla revisione
degli studi attraverso un serrato confronto con le associazioni di categoria”.
