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Studi di settore: l’Udeur contro Prodi

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Scontro durante il question time odierno alla Camera tra il premier Romano Prodi e il capogruppo dell'Udeur, Mauro Fabris. Materia del contendere le modalità con cui il governo ha applicato gli studi di settore. 

Prodi ha affermato che gli studi di settore “non sono un accertamento fiscale né una minimum tax, ma rappresentano invece un aiuto per i contribuenti”. “Gli studi settore non sono un sistema automatico – ha precisato il  premier-, ma sono uno strumento utilizzabile come punto di riferimento per il contribuente che, adeguandosi, sta tranquillo rispetto a controlli futuri ma anche un punto di riferimento per l'amministrazione ai fini della selezione dei contribuenti per i controlli fiscali”.

Fabris ha replicato sostenendo che “il problema non è quello della congruità o meno degli studi di settore: è come sia stato possibile che, malgrado lo strumento della concertazione con le forze sociali sia quello prediletto dalla maggioranza di centrosinistra, si sia arrivati al punto di applicare gli indicatori di normalità economica individuati per il 2007, già sui redditi 2006 e peraltro senza alcun confronto con le categorie interessate”.

“La nostra proposta, a questo punto – ha sottolineato il capogruppo Udeur – è semplice ed efficace: sospendere l’applicazione degli indicatori di normalità economica ai fini dell’accertamento, e procedere rapidamente alla revisione degli studi attraverso un serrato confronto con le associazioni di categoria”.

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1 COMMENT

  1. ROMANO E GLI STUDI DI SETTORE
    Mentre nel mondo Destra e Sinistra si sono resi conto che la miglior politica contro l’evasione è una “manovra preventiva di abbassamento delle tasse”, il governo Prodi ha pensato bene di fare una manovra finanziaria che di fatto “sta mettendo alla porta” migliaia di piccoli imprenditori / artigiani come me che da un anno con l’altro si sono visti innalzare gli indici di congruità. Balle che gli studi di settore sono un aiuto per il contribuente, balle che il contriubuente è libero di non pagare sottomettendosi ad un sicuro accertamento perchè all’accertamento si tratta come al mercato su quanto si deve pagare per evitare il peggio. L’assurdo di questo è che chi ci governa prende mediamente 15000 euro al mese oltre ad avere la pensione a 60 anni con solamente una legislatura e la pensione immediata con 4 legislature (come per esempio l’On Sgarbi). E’ chiaro che queste persone non possono comprendere che un artigiano dichiari di guadagnare 1000 euro al mese. Ma allora vorrei chiedere a questi illustrissimi onorevoli, perchè non accertate anche i pensionati che devono vivere con pensioni da fame 4-500 Euro al mese? E’ bene che il governo, che sia di destra o di sinistra, cominci con una drastica riduzione delle tasse e un inasprimento dei controlli a chi le tasse non le paga per nulla ovvero a chi da lavoro nero e a chi lavora in nero (il sommerso). Solo così si comincerà una strada nuova verso un miglioramento per tutti.

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