Stupro. La Russa: “Senza prove, Racz deve essere lasciato libero”

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Stupro. La Russa: “Senza prove, Racz deve essere lasciato libero”

06 Marzo 2009

Se non ci sono "riscontri obiettivi Karol Racz deve uscire. Libero, punto e basta". Così il ministro della Difesa Ignazio La Russa commenta in un’intervista al Corriere della Sera lo svolgimento delle indagini sullo stupro alla Caffarella, a Roma.

Per il ministro sono necessarie "massime garanzie durante le indagini, massima severità una volta accertate le responsabilità" ed esclude che "ci sia un trattamento più rigido solo per la nazionalità degli accusati".

"Da sola – dice Racz – l’accusa di un altro indagato non basta". Anzi, aggiunge, "le interpretazioni estensive a favore degli indagati sono spesso arrivate proprio su casi di extracomunitari".

"Mi tornano in mente i tanti processi che ho fatto a Milano negli anni ’70. Ho difeso tanti ragazzi di destra e la tecnica della accusa era sempre la stessa: la chiamata di correità senza avere nient’altro in mano. Venivano sempre assolti", ricorda il ministro della Difesa.

Per La Russa, "le prove scientifiche non sono sicure al cento per cento, danno sempre una sempre una percentuale di probabilità". Il reggente di An sottolinea, "ci vuole più prudenza", e sul riconoscimento dice: "La vittima vede sempre il suo aggressore più grande, forte e cattivo di quello che è in realtà. È un fatto psicologico".