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Su Consip il Pd alza bandiera bianca

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E così su Consip, la centrale di acquisti della pubblica amministrazione finita al centro della vicenda giudiziaria che aveva visto fra i testimoni protagonisti l'ad Marroni (il numero uno di Consip aveva indicato il ministro Lotti fra le "fonti" che lo avrebbero informato delle indagini in corso, Lotti aveva smentito tacciando Marroni di essere un calunniatore senza però querelarlo, tutti e due erano rimasti al loro posto), il Partito Democratico alza la proverbiale bandiera bianca.

In vista della discussione della mozione di "Idea" sull'azzeramento dei vertici Consip, infatti, discussione prevista per martedi' 20 giugno a Palazzo Madama dopo che la maggioranza aveva resistito strenuamente per cento giorni, il Gruppo dei Democratici al Senato ha depositato un proprio testo a prima firma Luigi Zanda, sottoscritto da tutta la presidenza del Gruppo. Nel dispositivo finale del testo, dopo una serie di considerazioni che riguardano l'inchiesta giudiziaria e quella della Corte dei conti che coinvolgono l'amministratore delegato e i dirigenti della societa', si chiede l'impegno del Governo a "procedere in tempi celeri e solleciti al rinnovo dei vertici della Consip".

La rimozione, secondo il Pd, viene chiesta al fine di "garantire la piena funzionalità della società e il raggiungimento degli importanti obiettivi ad essa affidati; ad esercitare tutte le funzioni e le prerogative di vigilanza e di indirizzo di competenza dell'azionista di riferimento al fine di garantire un rigoroso rispetto della legalità da parte degli amministratori della Consip, di salvaguardare l'immagine della società, anche tutelandone il profilo di azienda pubblica, e di promuovere il rilancio della stessa intorno ad un management qualificato ed estraneo alla vicenda giudiziaria in corso".

In pratica, Pd e maggioranza vengono costretti dalle mozioni della opposizione, in particolare quella portata avanti dai Parlamentari di Idea, a un "profondo ripensamento" sulla vicenda. Un dietrofront su tutta la linea. "Dopo cento giorni di ostinata melina parlamentare per dilazionare il più possibile la discussione della nostra mozione, dopo due annunci di dimissioni di Marroni dalla carica di amministratore delegato di Consip respinti dal ministro del Tesoro Padoan, dopo che lo stesso Padoan ha più volte dichiarato alla stampa l'insussistenza di motivazioni tecniche o statutarie per chiedere le dimissioni di Marroni, il Partito Democratico di Palazzo Madama annuncia oggi la presentazione di una mozione che nella sostanza chiede che si proceda il più rapidamente possibile ad avvicendare i vertici della Consip", dichiarano in una nota congiunta i senatori di 'Idea' Andrea Augello e Gaetano Quagliariello.

"Non vogliamo né commentare né infierire - proseguono - su una scelta dettata da prudenza e dalla consapevolezza che in Aula sarebbe stato impossibile trovare una maggioranza disposta a difendere l'indifendibile Marroni. Martedì, salvo improbabili colpi di scena, avrà fine una vicenda che in un Paese civile non sarebbe mai dovuta nemmeno cominciare: Marroni verrà rimosso e si sentirà, supponiamo, finalmente libero di collaborare appieno per fare chiarezza nella vicenda giudiziaria di cui si è reso co-protagonista. Sentiamo il dovere di ringraziare tutti i 73 senatori che hanno sottoscritto la nostra mozione, a cominciare da quelli di 'Idea' - concludono Augello e Quagliariello - perché questa compattezza si è rivelata decisiva nel ricondurre a più miti consigli il Partito Democratico".

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