Sudafrica. Tensioni dopo l’omicidio del leader Afrikaner
06 Aprile 2010
di Redazione
Gruppi di manifestanti bianchi e neri divisi da un filo spinato. E’ quanto si è verificato oggi a Ventersdorp, nel nord del Sudafrica, all’apertura del processo per l’omicidio di Eugene Terreblanche, 69 anni, capo dello schieramento neonazista Afrikaner Weerstands Beweging (Awb), movimento di resistenza afrikaner, ucciso sabato scorso nella sua fattoria. Il filo spinato, una misura di sicurezza adottata dalla polizia per tenere lontane le fazioni ed evitare gli scontri.
Nel processo due contadini della fattoria di Terreblanche sono gli imputati dell’omicidio che, secondo l’accusa, lo avrebbero ucciso al termine di una lite per il mancato pagamento dei compensi pattuiti.
L’uccisione del leader dell’Awb, come sottolinea un servizio della MISNA, ha riportato alla ribalta questa formazione dell’estrema destra sudafricana, nostalgica dell’epoca dell’Apartheid, che utilizza una simbologia nazista (dallo stemma, alle divise color kaki) e che nei primi anni novanta aveva tentato di impedire la fine del regime segregazionista.
