Suggerimenti al centro destra sulle amminstrative e moniti su come leggere i risultati

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Suggerimenti al centro destra sulle amminstrative e moniti su come leggere i risultati

13 Aprile 2007

Enzo Sara ci scrive su un argomento già molto caldo: quello del prossimo voto alle amministrative. Il ritratto delle difficoltà con cui il centro-destra si avvia a quell’appuntamento mi sembra convincente ed è puntuale la sua osservazione su come leggere i risultati, anche se forse tradisce un po’ di scaramanzia.
Il tema comunque è aperto e mi piacerebbe sentire cosa se ne pensa in giro. Leggetevi Enzo Sara e fatemi sapere…

 
Si approssima la scadenza delle
elezioni amministrative e mi pare che sia giunto il momento di cominciare ad
affrontare la questione in maniera più concreta e approfondita. Credo che
un’ottima base di partenza sia l’editoriale di Maurizio Belpietro, pubblicato
la settimana scorsa su “Il Giornale”. Il direttore del quotidiano
milanese ha offerto importanti spunti di riflessione, con accenti critici e
avvertimenti severi all’indirizzo del centrodestra, che (come spesso
accade quando si tratta di compiere scelte sul territorio e di trasferire la
sua azione politica a livello locale) appare un po’ troppo arruffone, svagato e
fatalista.

In particolare, condivido il monito
di Belpietro a non crogiolarsi in facili ottimismi e a non cullare l’illusione
che il senso di sfiducia nei confronti di Prodi e la netta bocciatura del suo
primo anno di governo da parte degli italiani si traducano automaticamente in
un trionfo della Cdl alle elezioni per il rinnovo dei consigli comunali e
provinciali. Stavolta non c’è da fare i conti soltanto con il vecchio
discorso secondo cui, quando si tratta di voto amministrativo, il
centrodestra dà quasi la sensazione di giocare in trasferta, facendo più
fatica a individuare i candidati migliori e a mobilitare il proprio elettorato.

Esistono altri fattori che rendono
in salita il cammino. In primo luogo, mi pare che in troppi casi siano prevalsi
egoismi, errori e miopie. Inoltre i sempre più palesi strappi compiuti
dall’Udc e il ruolo polticamente ambiguo che il partito di Casini si è
ritagliato rendono oggettivamente più difficile un perentorio successo
elettorale, anche laddove le alleanze sono state portate a compimento. Se
si votasse nella mia città, tanto per essere chiari, ora come ora avrei
notevoli difficoltà a “digerire” e votare un candidato centrista. E,
analogamente, temo che la frangia più ortodossa dell’elettorato Udc abbia
– in questa fase – scarso entusiasmo nei confronti delle candidature targate
Fi, An o Lega.

Beninteso, queste mie riflessioni da
osservatore e da profano non vogliono certo essere improntate a
disfattismo o rassegnazione. Al contrario, l’invito è a raddoppiare l’impegno e
le energie in vista della prossima tornata elettorale, possibilmente con una
convinta e convincente discesa in campo di tutti i leader nazionali. Il parlar
chiaro – recita un vecchio adagio – è fatto per gli amici: meglio vigilare e
intervenire finchè si è in tempo.

Ma, soprattutto, mi preme esporre
una tesi. Sul piano politico, a mio parere, la fotografia più o meno attendibile
dell’attuale situazione politica e dei rapporti di forza tra le coalizioni
(oltre che all’interno delle stesse) andrà ricavata sulla base dei voti e
delle percentuali che i singoli partiti riceveranno al primo turno della
prossima competizione elettorale. Invece la vittoria di Tizio o Caio al secondo
turno (quando va alle urne, nella migliore delle ipotesi, poco più della metà
dei cittadini) ha ovviamente un rilievo determinante sotto il profilo
amministrativo, ma non esprime gli umori e le valutazioni degli italiani a
livello politico e su scala nazionale. Un esempio per tutti, poi concludo:
ammesso e non concesso che sia vero il sondaggio commissionato dai Ds per
Palermo (Orlando favorito, ma liste di centrodestra in vantaggio di più del
10%) l’indicazione di natura politica sarebbe chiara e inequivocabile.

Un appello, dunque: dirigenti
politici e media si preparino fin da ora a scongiurare qualsiasi tentativo
di fornire letture distorte e fuorvianti del risultato elettorale, ponendo
invece l’accento sui dati che contano e pesano. E che – di questo sono convinto
– confermeranno sostanzialmente la veridicità dei sondaggi recentemente
sbandierati da Berlusconi. La fase preparatoria di queste elezioni non è stata,
secondo me, gestita al meglio. Il centrodestra eviti almeno, quando
bisognerà tirare le somme, di farsi “scippare” il significato di
un responso elettorale che si annuncia di fondamentale importanza.

Enzo Sara – Avellino