l'Occidentale Campania

Sui rifiuti il ‘sindaco dei miracoli’ rischia di far rimpiangere la Iervolino

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Rimpiangere la Iervolino? Sembra che a Napoli tutto sia possibile. Con Rosetta, infatti, la raccolta differenziata aveva raggiunto quota 19%, ora, invece, con “il sindaco dei miracoli” crolla al 16%. Sbagliamo o De Magistris aveva promesso di portare la raccolta differenziata al 70% in sei mesi? In città si dice che la situazione sia sotto controllo, che è solo lo scotto da pagare per “avviare la barca”.

È pur vero che con una situazione emergenziale, come quella che Napoli sta vivendo in questi giorni, è semplicemente assurdo pensare alla possibilità di differenziare, se non c’è spazio per i rifiuti, ormai, nemmeno più sui marciapiedi. Il prefetto, qualche giorno fa, ha diffidato trentadue comuni della provincia per i livelli troppo bassi di raccolta differenziata; diffida che, a questo punto, potrebbe arrivare anche per la nuova amministrazione guidata da De Magistris. C’è chi, come il Presidente dell’Asia, reclama la mancanza di fondi e mezzi.

Eppure, se non ricordiamo male, proprio qualche settimana fa il Comune ha provveduto alla ricapitalizzazione di questa società, responsabile del servizio di raccolta dei rifiuti napoletani, con ben 43 milioni di euro, dico 43. A quanto pare, quindi, il capitale sociale è stato rimpinguato di un bel gruzzoletto di denari, ma, in ogni caso, la mancanza dei fondi e dei mezzi a disposizione è un leit motiv che ascoltiamo da anni. L’unica, vera, importante, novità è che la spinta alla raccolta differenziata tanto propagandata, al momento, non c’è stata, anzi, è diminuita. A proposito, ma non si era detto che il problema delle tonnellate depositate nelle strade e nei vicoli di Napoli si sarebbe risolto spedendo i rifiuti in qualche nazione europea? Lo stesso vicesindaco, Tommaso Sodano, l’aveva confermato, senza indicare, però, quale sarebbe stata la nazione, riservandosi di farlo al momento opportuno. Giusto, ma questo momento quando arriva?

 

Le navi salpano dal porto di Napoli per trasportare turisti intenti a fotografare un paradiso “immondezzato”, ma di navi che trasportano rifiuti, al momento, sembra che non se ne vedano. Come mai questo ritardo? Dispiace doverlo evidenziare, perché da napoletani vorremmo scrivere tutt’altro, della risoluzione di questa triste vicenda, ma, purtroppo, dobbiamo registrare che le cose non migliorano. Al momento (e da persone oneste intellettualmente e che vogliono dare tempo a chi sta gestendo questa delicata situazione) la raccolta differenziata invece di aumentare, diminuisce; i “bastimenti” carichi di rifiuti non partono e le tonnellate di immondizia restano ancora per strada. La situazione, quindi, resta ingarbugliata.

Serve un segnale forte e chiaro; serve una strategia efficace, risolutiva e a lungo termine. D’altra parte se quando si parla di rifiuti prodotti nella città di Napoli, le prime a non volerle nei loro impianti sono le altre provincie campane, un motivo ci sarà. Eppure, restando sempre in Campania, le percentuali di raccolta differenziata, parlano di un altro mondo: Salerno arriva al 71%; Avellino al 67,3%; Caserta al 46,9%, e Benevento al 33,9%. E non può valere e non è corretto dire che allora la colpa è dei napoletani, quasi a considerarli “lombrosianamente” come un popolo a parte,  perché i napoletani, nati a Napoli, figli di napoletani, che vivono nelle altre province, sono tantissimi.

Il problema resta sempre lo stesso: istituzioni sane in una società sana; un piano concreto e ambizioso; una forte cultura della legalità e tolleranza zero nei confronti della camorra e di chi si comporta da camorrista, o perché lo è, o perché emula. Si potrebbero elencare tutti i primati che sono stati raggiunti a Napoli; meglio evitare per non tediare il lettore, ma la storia ci dice che questa città è stata un’avanguardia culturale, resa tale da napoletani fieri di essere tali.

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