Sui rom la Maiolo e Fini la pensano allo stesso modo

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Sui rom la Maiolo e Fini la pensano allo stesso modo

09 Febbraio 2011

Dev’esserci sfuggito qualcosa, il mondo della nuova politica dev’essersi capovolto senza che noi – finora attenti osservatori del fenomeno politologico più cool (e meno pop) del momento – ce ne accorgessimo. Sono bastati pochi giorni tra giovani belle donne e procure, giusto il tempo di distogliere lo sguardo da Fli e dai suoi, e zac, nel volger di un giorno ci siamo risvegliati senza più politologi capipopolo, con stimati attori divenuti pagliacci e professori che prima idolatravano il capo come il nuovo leader carismatico della destra moderna ed europea che oggi invocano a gran voce le dimissioni del presidente della Camera, richiamandolo alla responsabilità di una scelta. Il tutto alla vigilia del momento costituente per eccellenza, la Congresso di Milano che dovrebbe consacrare Fli come partito. L’ennesimo, aggiungiamo noi.

Come se non bastasse la zampata finale l’ha data proprio la portavoce di Futuro e Libertà, Tiziana Maiolo, che in un’intervista alla trasmissione radiofonica di Giuseppe Cruciani, la Zanzara, su Radio 24 ha dichiarato: è più facile educare un cane di un rom. «I cagnolini e i bambini si possono educare – ha detto in soldoni la portavoce di Fli – i rom no e il Presidente Napolitano ha sbagliato perché ha parlato senza cognizione di causa: ha detto che devono avere una casa e perché gli italiani no? Quelli ci odiano e ci vedono solo come possibilità per sfruttarci o rubarci qualcosa e noi gli diamo la casa: ma l’italiano che non ha una casa cosa dovrebbe dire?».

Ora, potremmo discutere su tutto: sull’idoneità del parallelismo tra i Rom e i cani, sullo stile della Maiolo, sulla questione delle case o sull’intervento di Napolitano, oppure sul fatto che fino a ieri per gli esponenti di Fli “immigrazione e integrazione è bello” punto e basta. Così come in un batter di ciglia potremmo leggere l’ennesima, giustificabilissima agenzia di smentita o di scuse che chiuderebbe il caso senza che ci si ritorni su, visto che si tratta di Fli e non del Presidente del Consiglio.

Peccato. Perché la linea Maiolo – forse in pochi oggi lo ricordano – non si discosta di tanto da quella tenuta dal leader di Fli qualche anno fa. Neppure troppi anni fa. Era il 2007 e Gianfranco Fini così parlava in un’intervista al Corriere a proposito dei Rom nella Capitale:

“Trovo eticamente irresponsabili gli uomini di sinistra, quando negano che l’emergenza sicurezza esiste, quando con Veltroni dipingono la Capitale come una Disneyland. La xenofobia e il razzismo sono infezioni dello spirito, ma l’antidoto per combatterle è una politica fatta di rigore, espulsioni, ordine, legalità, non il lassismo di Prodi, il giustificazionismo di chi alla fine considera il romeno che ha ucciso vittima della società ingiusta».

Da sinistra replicano che la risposta all’emergenza prevede anche le parole solidarietà e integrazione.

«Certo – rispondeva Fini – ma alla parola solidarietà si aggiunga, sottolineata, la parola legalità. E sull’integrazione bisogna essere chiari: c’è chi non accetta di integrarsi, perché non accetta i valori e i principi della società in cui risiede».

Parla dei rom?

«Sì, mi chiedo come sia possibile integrare chi considera pressoché lecito e non immorale il furto, il non lavorare perché devono essere le donne a farlo magari prostituendosi, e non si fa scrupolo di rapire bambini o di generare figli per destinarli all’accattonaggio. Parlare di integrazione per chi ha una "cultura" di questo tipo non ha senso».

Lei sa che rilanciando questa linea non sarà chiamato «il Sarkozy italiano » ma il Fini tutto «manganello e doppiopetto», come scrive il direttore dell’Unità, perché «camerata è per sempre». Che effetto le fa?

«Nessuno, tutto ciò mi lascia indifferente. E se pensano di intaccare con queste uscite il consenso del mio partito, non hanno capito proprio niente di questo Paese».

Lo dice perché secondo un sondaggio Sky il 91% degli italiani è d’accordo con la sua richiesta di estendere le espulsioni a chi non ha redditi?

«È un dato che non mi sorprende affatto, basta farsi una passeggiata fuori dai palazzi per capire quello che pensa la gente».

Forse Fini ha scelto davvero il portavoce giusto per il suo partito, ma ancora in pochi lo sanno.

Ultim’ora: Tiziana Maiolo ha lasciato l’incarico futurista, battono le agenzie di stampa. Ci domandiamo perché mai, visto che Tiziana e Gianfranco la pensano allo stesso modo.