Home News Sul Boy love day la sinistra ha la coda di paglia

Sul Boy love day la sinistra ha la coda di paglia

1
17

Di chi si inalbera di fronte alle critiche e reagisce con veemenza evitando accuratamente di affrontare il cuore del problema e di guardare i fatti per quel che sono, si dice solitamente che ha la coda di paglia. Sul caso del “Boy Love Day”, e le polemiche sollevate a seguito della semplice constatazione che gli sforzi del ministro Gentiloni non erano bastati ad aginare la deriva, lasciamo che siano i lettori a giudicare sulla base di una oggettiva ricostruzione dell’accaduto.

I fatti, dunque. Nella mattinata di ieri i giornalisti de L’Occidentale, senza particolari artifizi informatici ma col semplice ricorso ad un motore di ricerca, hanno visitato il sito internet in lingua inglese della giornata dell’orgoglio pedofilo. Colpiti dalla facilità con cui era stato possibile accedere a simili contenuti, nonostante i fiumi di parole pronunciate negli ultimi giorni da esponenti di governo, hanno deciso di darne conto ai lettori.

Nel primo pomeriggio, le agenzie di stampa rilanciavano le dichiarazioni rilasciate da Sandro Bondi e Gaetano Quagliariello allo stesso quotidiano on line: “E’ ormai evidente – sono le affermazioni dei due esponenti di Forza Italia – che il governo non è riuscito a fermare l’aberrante giornata della pedofilia promossa sotto mentite spoglie da siti web in tutto il mondo. Questo lassismo evidenzia un’idea della libertà come puro egoismo che per affermare il proprio piacere personale non si ferma di fronte neppure ai bambini. Il fatto è che, se oscurare un sito è difficile, oscurare il secolarismo e il libertinismo presente nelle loro stesse fila è ancora più arduo: per questo Bindi e Gentiloni hanno fallito”.

Apriti cielo. E’ bastata l’oggettiva constatazione che ogni sforzo di censurare la mobilitazione pedofila era fallito, e che invece di vantarsi per inefficaci interventi la sinistra avrebbe fatto meglio a farsi un esame di coscienza sul dilagare di una simile aberrazione e sul contesto culturale in cui tutto ciò è maturato, per provocare nel giro di un paio d’ore un susseguirsi di stizzite reazioni. Sette esponenti dell’Unione (per lo più in quota Margherita, il partito dei ministri sott’accusa), scopertisi periti informatici, si sono lanciati in veementi attacchi in fotocopia nei confronti di Bondi e Quagliariello.

Per Renzo Lusetti, che ha scomodato persino la signora Berlusconi, “il governo non avrebbe potuto fare di più”, mentre Roberto Giachetti ha liquidato come “sciocchezze” le riflessioni dei parlamentari forzisti; a seguire un fiume di vuota indignazione un tanto al chilo, segnata dal compulsivo ricorso al repertorio sempreverde del politichese, buono per tutte le occasioni, dall’ “atteggiamento irresponsabile” alla “ricerca di visibilità”%2C dalle “dichiarazioni sconvolgenti e pretestuose” fino all’immancabile “insulto alle vittime della pedofilia”. Il tutto per dire che “il governo ha bloccato dall’Italia gli accessi al noto sito pedofilo”e la coscienza della sinistra è a posto così. Poco importa se il portale inglese è accessibile anche a un internauta pressoché digiuno di trucchi informatici, e – quel che è peggio – la mobilitazione per la giornata dell’orgoglio pedofilo in Italia non si è affato arrestata.

La risposta della Cdl non si è fatta attendere, da Fabrizio Cicchitto ad Alfredo Mantovano, da Renato Schifani a Francesco Nitto Palma a Paolo Amato, unanimi nello smascherare l’ipocrisia e la cattiva coscienza della sinistra che, dopo aver soffiato sul fuoco e alimentato con slogan irresponsabili una concezione libertaria senza limiti né rispetto per chicchessia, ora, richiamata alle sue responsabilità, cerca di nascondersi dietro il tentativo (fallito) di arginare una deriva incontrollabile oscurando l’accesso dall’Italia ad un sito la cui versione inglese è invece agevolmente visitabile.

Sul finire del pomeriggio, le associazioni dei provider italiani hanno fatto sapere di essersi attivate perché fossero messe in pratica le misure di oscuramento dei siti pedofili. Poco dopo le 20 il senatore Quagliariello si è collegato ad internet, ha digitato un semplice indirizzo e senza alcun problema ha avuto accesso al sito inglese dell’Intrernational Boy Love Day. Alle 20:35 ha diramato il seguente comunicato: “Lo affermo senza alcuna soddisfazione, ma solo perché di frote a questo dramma a nessuno è consentito mettere la testa nella sabbia o nascondersi dietro artifizi tecnici: il sito International Boy Love Day in lingua inglese è tutt’ora visibile digitando su un semplice PC un semplice indirizzo che, per ragioni di opportunità, mi rifiuto di indicare”.

Traggano i lettori le debite conclusioni. E le tragga anche chi getta fumo negli occhi agitando la pagliuzza di un sito oscurato di fronte alla trave di una deriva dilagante, continuando a far finta di non vedere come lo stolto, che mentre gli viene indicata la luna resta a fissare la punta del dito.

  •  
  •  

1 COMMENT

  1. Complimenti al Vs giornale e
    Complimenti al Vs giornale e hai giornalisti. Non solo siete grandi professionisti ma avete il coraggio di smascherare le nefandezze del nostro mondo, porcherie che vengono ancora tollerate per mancanza di attributi , per mancanza di radici, per colpa di riferimenti sbagliati che il massimalismo di sinistra non coglie, pieno della pretesa solidaristica di accettare tutto e di più, baluardo di tutte le derive particolari, dai gay alla droga, dall’aborto ai pacs ! Il nostro non è oscurantismo ma presa di coscienza seria della nostra storia e della nostra cultura.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here