Sul caso Battisti, Mastella dà torto a Napolitano ma senza dirlo
10 Gennaio 2011
di Redazione
Clemente Mastella, maestro di democristianerie, parlando oggi con il Corriere del "caso Battisti", riesce insieme a dare gentilmente ragione e platealmente torto e Giorgio Napolitano.
Mastella esordisce con un formale ossequio al Presidente: "Napolitano ha ragione. Sul terrorismo non siamo riusciti a farci capire dai paesi amici". Poi però quando rievoca la sua gestione della vicenda Battisiti negli anni in cui era ministro della Giustizia del Governo Prodi, arriva a conclusioni opposte.
Mastella infatti racconta come, dopo la fuga (molto facilitata) di Battisti dalla Francia in Brasile, lui si mise subito in contatto con il suo omologo a Brasilia, Tarso Genro, proprio per spiegargli che Battisti non era un novello Garibaldi ma un criminale comune a l’assassino di quattro innocenti. Il ministero della Giustizai stanziò, sempre stando al racconto di Mastella, 100 mila euro per pagare un avvocato in Brasile a rappresentare le ragioni dell’Italia e inviò sul posto Augusta Iannini, allora capo del dipartimento per gli Affari di Giustizia.
Tutto inutile: "Presto ci rendemmo conto – dice Mastella – che la forte componente trotzikista del governo Lula era assolutamente sorda alle nostre parole. Era un dialogo impossibile e l’elemento ideologico risultò determinante".
Insomma, Napolitano avrà pure ragione, come Mastella concede, ma per essere "amici" anche quando si tratti di governi, bisogna essere in due. E per quanto si possa tentare di "farsi capire", non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ma ovviamente "Napolitano ha ragione".
