Sul caso Englaro il Senato prova a far sentire la sua voce
21 Luglio 2008
di Redazione
La commissione Affari costituzionali del Senato sta esaminando l’eventuale conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato in merito al caso di Eluana Englaro.
A sollevare la questione era stata la relazione presentata dalla maggioranza, i cui primi firmatari sono stati il Presidente vicario del PdL al SEnato Gaetano Quagliariello e il senatore a vita Francesco Cossiga.
L’opposizione ha presentato una controrelazione (primi il costituzionalista Stefano Ceccanti e Enzo Bianco) con cui si contesta l’ipotesi del conflitto tra Parlamento e Corte di Cassazione sulla sentenza che ora consente la sospensione delle cure che da 16 anni mantengono in vita, sia pure in stato vegetativo, Eluana.
La prima commissione tornerà a riunirsi alle ore 20 dopo l’Aula e, conclusa la discussione generale, potrebbero esser votate le due relazioni.
"Alla base della mozione di minoranza – spiega Bianco citando il testo – c’è la semplice osservazione che la sentenza della Cassazione può essere certamente criticata, ma non essere oggetto di un conflitto di attribuzione con un altro organo dello Stato, in base al principio fondamentale della separazione dei poteri". Per Bianco, se una sentenza potesse essere impugnata dal Parlamento, "sarebbe poi come introdurre un quarto o un quinto grado di giudizio. Una cosa assurda tanto più considerando che la sentenza della Cassazione non è definitiva e quindi basta impugnarla".
Secondo la controrelazione, la decisione della Cassazione "è priva dell’efficacia erga omnes che caratterizza invece la fonte normativa" perché riguarda un caso specifico e ha "efficacia limitata alle parti essendo una decisione interpartes".
La questione di Eluana Englaro era approdata stamattina alla Commissione Affari costituzionali del Senato. Il presidente Carlo Vizzini, che è anche relatore sulla questione sollevata dal gruppo del Pdl, ha sciolto positivamente il dubbio se il Senato dovesse promuovere un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, innanzi alla Corte costituzionale, riguardo alla sentenza della Corte di cassazione (grazie alla sentenza della Suprema Corte, resa attuativa da un decreto della Corte d’Appello, il padre potrà sospendere ogni trattamento e favorire così la morte di Eluana Englaro).
"Il potere giudiziario – ha spiegato Vizzini – sembra essersi sostituito materialmente al potere legislativo, al quale solo spetta la funzione di produzione delle norme. La sentenza della Corte di Cassazione sembra configurasi, insomma, come atto sostanzialmente legislativo, innovativo dell’ordinamento normativo vigente, adottato per via giudiziaria dal Giudice di legittimità al quale compete, invece, esclusivamente la verifica della corretta applicazione del diritto vigente da parte dei giudici di merito". Il senatore Vizzini ha concluso manifestando il massimo rispetto per la Corte costituzionale alla quale "spetterà di definire i confini della discrezionalità ermeneutica del giudice, identificando – con particolare riferimento alla materia in esame – il limite oltre il quale tale potere, comunque costituzionalmente garantito, finisca per ledere l’altrettanto costituzionalmente previsto libero esercizio della funzione legislativa, invece conferito al Parlamento".
