“Sul dossier Wikileaks sinistra e finiani dimostrano solo miseria politica”
29 Novembre 2010
“Miseria politica”. Due parole che Osvaldo Napoli vicepresidente dei deputati Pdl quasi sillaba commentando la levata di scudi da sinistra e pure da qualche futurista sul dossier Wikileaks. Un caso che, strumentalmente, Bersani con al seguito Briguglio, agitano per ribadire che il governo è ormai alla frutta. Invece no, il berlusconiano di ferro è convinto che il 14 dicembre la maggioranza ci sarà anche alla Camera ma dovrà essere ampia, altrimenti meglio tornare alle urne. Niente Berlusconi-bis, semmai l’alternativa può essere quella di un rimpasto di governo con l’ingresso dei centristi a Palazzo Chigi.
Onorevole Napoli, che idea si è fatto della vicenda Wikileaks?
Si conferma come la più grande guerra di gossip mai scatenata. Il modo piratesco con cui sono stati catturati migliaia di file riservati ha creato imbarazzo a Washington prima che nelle altre capitali. Il fatto che in Italia le opposizioni si appoggino a ‘paper’ compilati da incaricati d’affari di infimo livello che utilizzano ritagli di giornali per mettere in cattiva luce la politica del governo italiano, la dice lunga sulla miseria politica dei nostri oppositori ai quali, nel vuoto delle idee, è rimasto solo il gossip come arma politica.
Si riferisce a Pd e Fli?
Ascoltare l’onorevole Briguglio far mostra di uno zelo occidentalista che avrebbe fatto impallidire Winston Churchill fa sorridere. Le radici politiche di Briguglio, a destra, come dei Zanda e dei Bersani, a sinistra, affondano nell’humus di un antioccidentalismo e antiamericanismo secolare. Nessuno può immaginare che simili personaggi possano mai adottare l’adagio popolare americano ‘wrong or right, this country is my country’. No, personaggi simili vivono, lucrano e godono del dileggio che può ricevere il loro Paese.
Le opposizioni vecchie e ‘nuove’ insistono sul fatto che il premier deve riferire al Copasir. Cosa risponde?
Che Berlusconi debba presentarsi al Copasir per rispondere del suo occidentalismo a Briguglio o a D’Alema, beh, questo, onestamente, è troppo e non è più solo ridicolo. Francamente, lo trovo grottesco e offensivo.
Oggi alla Camera il voto finale sulla riforma dell’università. Visti i precedenti, vi aspettate altre imboscate dagli ex alleati?
La riforma verrà approvata. E’ un’ottima riforma e se ne stanno convincendo tutti. Lo ha riconosciuto lo stesso Fini e l’Udc l’ha già votata al Senato anche se ora dice il contrario per voto a Montecitorio. Dunque, è una legge positiva.
Eppure finiani e centristi l’hanno impallinata due volte la scorsa settimana con alcuni emendamenti.
Solo tattiche per far vedere che i loro voti sono determinanti. Ma la riforma passerà senza problemi.
Come arriverete al 14 dicembre?
Il governo continua a lavorare, tre dei cinque punti programmatici sono già stati realizzati. C’è uno slittamento della riforma della giustizia ma intanto si lavora a quella fiscale. Non è che il governo è fermo, semmai sono altri che ne ostacolano il cammino. E’ molto semplice: noi andiamo avanti, siamo convinti che anche a Montecitorio ci sarà una maggioranza. Dovrà essere una maggioranza politica forte, altrimenti si torna al voto perché non possiamo negare la sovranità popolare. La gente ha dato fiducia a una coalizione, non si può ribaltare ciò che gli elettori hanno scelto magari facendo diventare maggioranza chi ha perso le elezioni e opposizione chi le ha vinte.
Il presidente della Camera ripete che il premier si deve dimettere perché non ha più una maggioranza. Sia chiaro: i numeri li avete o no?
Siamo sicuri di averli ma deve essere una maggioranza solida, granitica. Uno o due voti di scarto non ci interessano perché in quel caso vivremo alla giornata. Quando sento proposte di alleanze che vanno dal Pd a Fli rabbrividisco.
E’ il progetto D’Alema.
Probabilmente i vecchi revival della dittatura comunista e fascista in base ai quali non si andava a votare liberamente, sono rimasti nel loro dna. Se Dio vuole in Italia c’è la democrazia.
Berlusconi-bis o no? Qual è la road map dopo il 14 dicembre?
Credo non ce ne sia bisogno, è sufficiente ‘rilanciare’ l’azione del governo che peraltro sta lavorando bene; poi si fa un rimpasto provvedendo a sostituire l’uscita dei finiani dall’esecutivo e si prosegue con la realizzazione del programma.
Sì, ma come lo immagina questo rimpasto di governo? Secondo lei va fatto solo nel campo di Pdl e Lega oppure c’è spazio anche per nuovi innesti?
Lo immagino aperto all’Udc, non sulla base di numeri ma di un accordo programmatico. Lo si fa se c’è condivisione piena sulle cose da fare da qui alla fine della legislatura.
Lei è ancora convinto che ci sia spazio per un’intesa coi centristi? In realtà Casini suona il disco di Fini: prima dimissioni del premier, poi dialogo.
Basta avere la volontà politica. Noi non diciamo che l’Udc può entrare nel governo sic e simpliciter, bensì su punti programmatici chiari e concreti. Penso che le dichiarazioni di Casini siano riconducibili al fatto che lui stesso sta aspettando di vedere cosa succede il 14 dicembre alla Camera.
Il ministro Rotondi dice che la maggioranza si è rotta e bisogna tornare alle urne. Propone un’alleanza elettorale con Casini e vedrebbe bene Montezemolo nella nuova squadra di Berlusconi. Condivide?
Non sono contrario in linea generale, a condizione che la leadership di Berlusconi sia riconosciuta. Se poi Montezemolo ritiene di partecipare, sempre sulla base di un programma condiviso, non lo trovo un fatto anomalo.
Restayling del Pdl o nuovo partito? Cosa c’è di vero?
Il pallino ce l’ha in mano solo Berlusconi ed è bene che sia così.
