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Sul pullman di Prodi ora sale Veltroni

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Il pullman di Walter Veltroni parte per il suo tour elettorale. E Romano Prodi resta a terra, deciso a mantenere il profilo più basso possibile per tutta la campagna elettorale e a lasciare scena piena al suo successore. Per il Professore è l’inizio della fase più dura, quella dell’apparente pensionamento dalla vita politica e, insieme, della sconfessione pubblica e a posteriori dell’impossibile convivenza tra riformisti e radical-comunisti. Ovvero della ragione stessa del suo progetto politico.

Ora lo scettro passa a Veltroni, ovvero all’uomo che ha tentato di ballare il passo doppio insieme a lui ma ha finito, inevitabilmente, per farlo inciampare e cadere. Un destino scritto nell’evoluzione del quadro politico dopo le elezioni del 2006 e nella nascita stessa del Partito Democratico. Ma la domanda ricorrente ora è in quale modo e a quale prezzo Prodi accetterà questo nuovo ruolo subalterno e defilato. Una risposta chiara ancora non c’è  Di certo i rapporti tra i due nelle ultime settimane si sono rasserenati. Prodi e Veltroni si sono parlati e, messa da parte la diffidenza, hanno raggiunto un’intesa che assomiglia molto a un patto di non belligeranza. Il Professore ha confermato che non ci saranno ripensamenti e che davvero non avanzerà una sua candidatura nelle prossime elezioni “per un fatto di coerenza”. «Si è tanto parlato di ricambio generazionale, bene, è necessario che qualcuno dia l’esempio» ha detto.

Il significato del suo gesto è chiaro: fare un assist a Veltroni, mettendo in luce la sua diversità rispetto al coetaneo Silvio Berlusconi, ancora in pista e pronto ad aprire una nuova stagione politica e di governo. Inoltre in questo modo il Professore punta ad accentuare l’appeal dell’ “onesta sconfitta”, un argomento che sembra incontrare consensi tra gli elettori progressisti, come dimostrano gli applausi che nei comizi veltroniani scattano non appena l’ex sindaco di Roma rende onore al premier dimissionario. Il clima, insomma, è cambiato profondamente tanto più se si pensa all’animosità immediatamente successiva alla caduta in Senato che aveva addirittura lasciato prefigurare la formazione di una lista di prodiani arrabbiati.

Alla prova dei fatti nulla di tutto questo si è verificato. E l’iimmagine del Prodi vendicativo è stata smentita al suo basso profilo. Resta da capire quale sar

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1 COMMENT

  1. Solo?
    Meglio se ci salgono tutti e due, cosi dimostrano agli italiani, che non sono niente altro che il prosieguo, di un fallimento!!!

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