Sulla giustizia il Consiglio d’Europa predica bene e razzola male
27 Marzo 2009
Il Consiglio d’Europa bacchetta l’Italia perché ha processi troppo lenti. Verissimo. Il Consiglio d’Europa sollecita l’approvazione di una legge che consenta di smaltire l’arretrato giudiziario, che consta di milioni di processi penali e civili. Benissimo. Il Consiglio d’Europa, infine, sollecita una riforma migliorativa della legge Pinto, quella che consente di avere risarcimenti a causa dell’irragionevole durata dei nostri processi. Ottimo. Il Consiglio aggiunge in particolare che bisogna creare un meccanismo che consenta un rapidissimo indennizzo ai cittadini, a seguito delle condanne che lo Stato italiano subisce, ad opera della Corte europea dei diritti dell’uomo. Splendido.
Aggiungiamo che la Corte europea ricordata è l’eminentissima Corte cui si rivolgono i cittadini, tra l’altro, per segnalare la lentezza delle nostre procedure. Aggiungiamo anche, per chi non lo sapesse, che il Consiglio d’Europa – lo precisa opportunamente il sito del Corriere – non è da confondere con l’esecutivo della UE, ma riunisce i governi dei Paesi che aderiscono alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, al cui presidio bada la già citata, eminentissima, Corte europea dei diritti dell’uomo.
Tra tutte queste belle cose, c’è un altro piccolo dettaglio. Provate a fare un ricorso alla Corte europea. Lo dico per esperienza: provate magari a presentare un ricorso in nome e per conto di una persona, condannata in via definitiva in Italia a seguito di un processo unfair e da parte di magistrati prevenuti. Si tratta per quella persona di una questione essenziale, decisiva. Vorrebbe veder ricostruita la propria immagine e la propria dignità, e non ha ormai altre strade giudiziarie da percorrere. Ebbene: vi faranno aspettare anni. Il mio ricorso l’ho depositato nel novembre 2006 e ancora non se ne sa nulla, nemmeno se il ricorso è ricevibile oppure no.
Però i signori riuniti nel Consiglio d’Europa ci fanno, e giustamente, la morale. Propongo perciò, da parte mia, l’approvazione di misure che consentano di smaltire l’arretrato giudiziario presso la Corte europea, che consta di migliaia di processi, ecc. Infine, proporrei che certe facce di bronzo in giro per l’Europa pontifichino un po’ meno.
