Sulla Libia Obama si scorda dell’Italia. E se noi ci scordassimo della Libia?

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Sulla Libia Obama si scorda dell’Italia. E se noi ci scordassimo della Libia?

22 Settembre 2011

Sarà il solito ‘complesso dell’escluso’ a farci arrabbiare o forse stavolta abbiamo ragione da vendere? La riconoscenza pubblica è un aspetto fondamentale della diplomazia. Immaginiamo che ne saranno consapevoli alla Casa Bianca e al Dipartimento di Stato. Eppure pare che all’Italia certi riguardi non siano mai concessi. E proprio sulla Libia, ove l’Italia ha pagato il prezzo più alto, in fin dei conti facendo prevalere la fedeltà a un’idea di alleanza politica – il Patto Atlantico – a più che legittimi interessi nazionali, usciti fortemente diminuiti e frustrati dalla campagna libica.

E lo abbiamo fatto concedendo basi, conducendo attacchi aerei, facendo la nostra parte insomma. E ciononostante, questo non sembra bastare all’amministrazione Obama la quale non ci riconosce neanche un miserrimo ringraziamento verbale. Ad ascoltare l’intervento che Barack Obama ha pronunciato sull’intervento libico della Nato al margine dell’high-level meeting sulla Libia alle Nazioni Unite, pare infatti l’Italia non meriti neanche di essere menzionata: “… Sono stati i nostri alleati europei – in particolare il Regno Unito, la Francia, la Danimarca e la Norvegia – che hanno condotto la stragrande maggioranza degli attacchi aerei a protezione dei ribelli sul terreno. …”.

Mr. President, non si è scordato nessuno? Dica la verità, si tratta di amnesia? Senza la concessione delle basi aeree italiane, la Nato in Libia non avrebbe conseguito alcun risultato, e se nel lungo periodo ne avesse conseguiti, lo avrebbe fatto spendendo molto di più. Come ha fatto notare l’ex capo di Stato maggiore dell’aeronautica, Leonardo Tricarico, “l’Italia è il terzo paese in termini di missioni di volo, con quasi duemila sortite, rispetto al contributo più modesto e qualitativamente più modesto di Danimarca e Norvegia”. La Nato ha annunciato la proroga delle sue azioni in Libia per altri 90 giorni. Verrebbe tanto la voglia di impedire l’uso delle sue basi aeree italiane per i prossimi tre mesi. Della serie: “Adesso finitevela da soli la ‘campagnuccia di Libia’”.  Così forse la prossima volta Obama si ricorderà to tip his hat, di togliersi il cappello, per la fedeltà dimostrata dall’Italia. L’ingratitudine è un’infantile forma di vanità, Presidente Obama. Prenda nota, please.