Svolta nel delitto dell’Olgiata: in manette il domestico filippino
30 Marzo 2011
di Redazione
Dopo ben 20 anni dall’omicidio della contessa Alberica Filo della Torre sembra che sia giunti a una svolta.
I familiari e i legali della donna si erano infatti opposti all’archiviazione del caso, chiedendo, anzi, la riapertura del fascicolo e il ricorso alle nuove tecniche investigative basate sull’esame del codice genetico per analizzare alcuni reperti oggetto dell’inchiesta. Così, le nuove analisi del DNA hanno permesso di incastrare Manuel Winston, il domestico filippino della nobildonna, sottoposto al fermo di procura nel quadro degli accertamenti del procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e del sostituto procuratore Francesca Loy, in collaborazione con i carabinieri del Reparto operativo e del Ris. A determinare il fermo per l’omicidio della contessa della Torre è stato il pericolo di fuga dell’indagato; adesso la procura dovrà chiedere la convalida del fermo per l’ex domestico.
"Siamo soddisfatti del risultato". Lo dice in un’intervista al quotidiano ‘Il Messaggero’, l’avvocato Giuseppe Valentino, primo legale di Pietro Mattei, marito della contessa.
"Gli strumenti scientifici, per quel poco che so dell’inaspettata decisione della procura, sono stati fondamentali nella nuova fase delle indagini – aggiunge Valentino, ex senatore di An ed ora a Palazzo Madama nelle file del Pdl – Venti ani fa non sarebbe stato possibile raggiungere un risultato di questo tipo. L’esame del Dna non faceva parte delle tecniche investigative, oggi è tutto diverso".
"Ho sempre pensato che fosse stato un errore non sequestrare la villa dell’Olgiata – riferisce ancora l’avvocato Valentino – Ma, alla luce di quanto emerge oggi, forse sarebbe cambiato poco. La casa era ovviamente piena di impronte del domestico. La sua presenza in ogni stanza era motivata dal fatto che lavorasse li’. Quindi, a questo punto, devo pensare che quello che io ho sempre ritenuto una lacuna non abbia poi pesato nel fallimento delle indagini. Il sequestro non avrebbe garantito un esisto diverso. Raggiunto, a quanto sembra, grazie agli accertamenti scientifici".
Il delitto risale al 10 luglio 1991: la contessa venne strangolata dopo essere stata tramortita con un corpo contundente e, dalla stanza in cui avvenne l’omicidio, sparì qualche gioiello e denaro. A scoprire il cadavere fu la domestica filippina. Scagionato qualche mese dopo l’omicidio, Manuel Winston, era tornato nuovamente nel mirino degli investigatori nel dicembre del 2006 quando l’avvocato Giuseppe Marazzita, legale del marito della contessa, Pietro Mattei, aveva chiesto e ottenuto la riapertura di un’indagine ormai archiviata.
