Talebani contro il Papa, il Pentagono confisca le Bibbie
07 Maggio 2009
di Redazione
Al Jazeera ha mandato in onda un video in cui si vede un cappellano militare delle truppe Usa in Afghanistan che dice ai soldati: “I ragazzi delle forze speciali danno principalmente la caccia agli uomini. Noi facciamo lo stesso con i cristiani: diamo la caccia a della gente per Gesù”. In mezzo al gruppo di evangelici in divisa c’è una pila di Bibbie in lingua Dari, pronte ad essere distribuite alla popolazione. Il video risale a un anno fa e le Bibbie sono state requisite dal comando Usa.
La reazione dei jihadisti al video di Al Jazeera è stata immediata. Una non meglio identificata emittente dell’Emirato dell’Afghanistan ha minacciato Papa Benedetto XVI, intimandogli di fermare ogni opera di proselitismo dei crociati cristiani nella terra di Allah. Dove gli apostati finiscano sotto terra o in esilio.
Non è solo la posizione dei Talebani. Gli islamisti di un Paese islamico a detta di tutti moderato, la Giordania, hanno criticato il viaggio del Papa in Terra Santa. Gli aderenti all’Islamic Nation Front, costola giordana della Fratellanza Musulmana, rievocano il discorso di Regensburg e rimproverano a Benedetto XVI di non aver citato espressamente la Nakba, la catastrofe del popolo palestinese.
Pronto a partire per Israele, il Papa aveva chiesto che “il dialogo possa essere da stimolo a un confronto tra Islam ed ebraismo”, ma gli studenti di Allah hanno risposto che “i musulmani sono stati offesi dalla vicenda delle Bibbie dei Marines e, se il Papa non ordinerà ai crociati di interrompere il proselitismo, la nostra punizione sarà durissima”. I jihadisti hanno minacciato anche le “decine di organizzazioni missionarie che operano per convertire al cristianesimo sotto le mentite spoglie di organizzazioni umanitarie e non governative, che collaborano direttamente con gli occupanti”. Gli afghani sarebbero spinti alla “deviazione religiosa” da queste persone.
Il cappellano americano ha commesso uno sbaglio, forse in buona fede. La regola numero del Pentagono è vietare in ogni modo il proselitismo nei Paesi arabi e musulmani. Ma anche la reazione dei comandi Usa di requisire le Bibbie e annunciare addirittura che andranno distrutte sembra eccessiva, quasi timorosa di offendere un Paese in cui, non si capisce perché, deve esserci una sola religione di stato e le altre vanno vietate. Allora per cosa stanno combattendo i soldati americani? Non per convertire con la forza qualcuno ma per la libertà di culto magari questo sì.
(Bernardino Ferrero)
