Tangenti. Fitto: “Per i pm sono colpevole a prescindere”

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Tangenti. Fitto: “Per i pm sono colpevole a prescindere”

30 Novembre 2009

"Per i pm l’imputato Fitto è colpevole, a prescindere; tutto il resto eventualmente poi verrà". Lo ha detto il ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto, al termine dell’ultima udienza dinanzi al gup del Tribunale di Bari nel processo nel quale è accusato di associazione per delinquere, peculato, concussione, corruzione, falso, abuso d’ufficio e illecito finanziamento ai partiti.

I fatti fanno riferimento al periodo tra il 1999 e il 2005 quando era governatore della Puglia; si prescriveranno entro il 2012. "Attendiamo serenamente – ha commentato il ministro con i giornalisti – il giudizio che da questa udienza preliminare dovesse venire sapendo che, nel merito delle contestazioni, e sfido chiunque a dimostrare il contrario, non è stato fatto un solo chiaro riferimento ai contenuti specifici dei reati contestati. Parliamo di una richiesta di rinvio a giudizio senza citare in alcun modo nè la gara oggetto, per esempio, della corruzione, nè le modalità con le quali questa gara poteva essere collegata a un percorso illegittimo o presunto tale".

"Tutto questo – ha insistito – fa parte di un disegno di un’idea precisa che, per quanto riguarda i pm, ha un obiettivo: l’imputato è colpevole, a prescindere". I reati di corruzione e illecito finanziamento ai partiti sono relativi a una presunta dazione di danaro di 500 mila euro che l’editore Giampaolo Angelucci avrebbe versato nel 2004 al partito di Fitto, "La Puglia prima di tutto", per ottenere l’aggiudicazione di un appalto settennale da 198 milioni di euro per la gestione di undici residenze sanitarie assistite.