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"Per la verità, per Israele"/18

Tanti personaggi e volti noti a Roma per dire “basta” alle bugie su Israele

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Una piazza stracolma di gente immobile di fronte a un maxi-schermo e neanche un posto libero in sala conferenze. Tantissime bandiere bianco-celesti sventolando e numerosi striscioni sollevati bene in alto. Molti giovani, e altrettanti meno giovani, fissi ad ascoltare. E' il fermo-immagine della maratona oratoria “Per la verità, per Israele” che è iniziata ieri pomeriggio ed è durata fino a tarda serata nel Tempio di Adriano, in Piazza di Pietra a Roma. Quasi un centinaio di personalità del mondo politico, accademico, artistico e giornalistico italiano e straniero e i tantissimi volti noti seduti tra il pubblico hanno fatto da testimonial all’incontro organizzato dal deputato del Pdl, Fiamma Nirenstein, “per mettere fine alla campagna internazionale di delegittimazione dello Stato ebraico”.

Molteplici personaggi venuti per l'occasione un po' da tutto il mondo hanno aspettato con pazienza il proprio turno per dire la propria ed esprimere sostegno a Israele: dall’ex premier spagnolo e fondatore dell’associazione “Friends of Israel”, José María Aznar, al vicepremier israeliano, Silvan Shalom; da Marina Ripa di Meana a David Zard, produttore internazionale di eventi musicali, e l’attore, regista e poeta Giorgio Albertazzi; da Ernesto Galli della Loggia a Magdi Cristiano Allam; dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, al presidente della comunità ebraica della Capitale, Riccardo Pacifici. Non sono mancati i numerosissimi esponenti di tutti gli schieramenti politici. I ministri Franco Frattini e Mara Carfagna non hanno voluto perdere questo appuntamento, come neanche Francesco Rutelli, Vittorio Sgarbi, Piero Fassino, Benedetto Della Vedova e Rocco Buttiglione, tra gli altri. Sono stati molti inoltre i sostenitori che hanno aderito all’iniziativa inviando un messaggio scritto – come quello di Silvio Berlusconi, di Gianfranco Fini, di Renato Schifani o di Pier Ferdinando Casini – o una registrazione video, come quella del premier israeliano Benjamin Netanyahu o di Roberto Saviano.

Una manifestazione bipartisan e senza frontiere, insomma, per lanciare un unico e chiaro messaggio declinato più e più volte nel corso della serata: la legittimità dell'esistenza di Israele non può essere messa in discussione perché valori come la democrazia, la libertà e la sicurezza devono essere salvaguardati al di sopra ogni cosa, anche nelle istituzioni internazionali.

Lo ha affermato il premier Berlusconi con un messaggio che ha dato il via alla maratona e in cui ha spiegato di “sentirsi israeliano perché i sentimenti, le ragioni ed i valori che ci uniscono sono numerosi e fortissimi”. Il ministro degli Esteri, seppur richiedendo ai vertici di Israele di prolungare la moratoria degli insediamenti, ha definito “non negoziabile” il diritto ad esistere dello Stato ebraico e per questo ha difeso la decisione italiana di abbandonare la conferenza di Durban II. Anche Albertazzi ha detto la sua leggendo la toccante “arringa per la mia terra”, di Herber Pagani, e Vittorio Sgarbi sostenendo che “essere ebreo è una condizione dello spirito umano e che non si può non essere ebrei quando si considera la dignità e l’onore nell’esistenza stessa”. Magdi Allam ha invece accusato l’Europa di vergognarsi delle sue radici giudaico-cristiane e di “voltare le spalle alla cultura della vita” che viene difesa dallo Stato ebraico. Anche per Gaetano Quagliariello l’Europa intera dovrebbe chiedersi “se è degna di difendere i valori occidentali”.  

Durante tutta la serata, infatti, le parole d’ordine che si sono ripetute di più sono state “libertà”, “democrazia” e “vita”. Concetti che con molta probabilità sono stati ignorati dalla decina di manifestanti filo-palestinesi che hanno lambito (questa volta, pacificamente) Piazza di Pietra e dagli esponenti di Jcall, l'organizzazione ebraica europea, la cui sezione italiana aveva criticato a priori la manifestazione.

“Siamo noi – ha tenuto a sottolineare Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica romana dopo aver ricordato la vicenda di Shalit, il soldato rapito da Hamas da oltre due anni di cui non si sanno neanche le condizioni di salute – che vogliamo uno Stato palestinese e non andiamo nelle piazze a bruciare le bandiere”. E poi ancora il sindaco Alemanno per il quale difendere Israele è “difendere noi stessi”. Un concetto ribadito da più parti e confermato dalle parole del fondatore di “Friends of Israel” e due volte premier spagnolo José María Aznar: “Lo Stato ebraico non è un Paese del Medio Oriente, ma un Paese occidentale del Medio Oriente e per questo “ogni problema di Israele è un problema di tutti noi”. Nel video messaggio di adesione alla manifestazione, in cui ha ringraziato calorosamente la promotrice Fiamma Nirenstein e a tutti i presenti alla maratona oratoria, il primo ministro israeliano ha tenuto a sottolineare come “molti in Europa hanno dimenticato che Israele e l'Europa condividono valori primari – come la libertà individuale e i diritti civili – che in Medio Oriente vengono difesi solo da Israele: per questo motivo difendendo Israele l'Europa difende se stessa”. Il leader dell'Udc Casini, poi, nel suo messaggio è andato oltre lanciando il suo sostegno a “un rapporto più stretto fra Israele e l'Unione Europea e ad uno status privilegiato in vista di una possibile integrazione futura”.  

Una platea compatta quindi nonostante i diversi colori politici e nazionalità, malgrado le divergenze ideologiche e culturali ma che, come ha detto la Nirenstein a conclusione dell’evento, “ha rappresentato un momento di unità assente da molto tempo in Italia”. “La mia fiducia nel buon senso della gente è stato ben riposto”, ha commentato la promotrice dell’evento aggiungendo che ognuno dei presenti ha dimostrato che ci sono tante persone nel mondo “che sono stufe della diffamazione di Israele e che invece vogliono sapere la verità”. Per il presidente della comunità ebraica “è stato un grandioso successo che, dopo decenni di servilità all’Islam, rappresenta una svolta storica e ideologica nel nostro Paese”. “Siamo riusciti ad arrivare alle istituzioni – ha aggiunto Pacifici – ora dobbiamo riuscire ad arrivare al cuore della gente che, purtroppo e per troppo tempo, è stata accecata dall’ignoranza e dall’indifferenza”.  “Le parole volano via. Sono i fatti a lasciare il segno e questa manifestazione l’ha già fatto”, ha infine concluso Gaetano Quagliariello, vice presidente vicario dei senatori del Pdl.

 

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