Taranto, Eni smentisce pericolo ambientale. Scatta indagine su sicurezza
09 Luglio 2013
di Redazione
Eni lo dice chiaramente, ieri alla raffineria di Taranto "Non si è mai manifestata una situazione di emergenza ambientale", il "fenomeno" ha avuto dimensioni ridotte, le misure cautelative di sicurezza hanno e stanno funzionando. Ieri, appunto, l’incrocio del black out con una situazione atmosferica ostile aveva prodotto uno sversamento di prodotto di scarto, residui di lavorazione, facendo subito scattare l’allarme e spingendo alcuni gruppi ambientalisti a parlare di "grosso quantitativo" di idrocraburi sversati e potenziale disastro ambientale. La Capitaneria di Porto di Taranto aveva rassicurato spiegando che le cose erano sotto controllo, Eni conferma "sono state prontamente messe in atto tutte le azioni necessarie a circoscrivere il fenomeno, quali l’utilizzo di panne di contenimento e sistemi oleoassorbenti. Le verifiche odierne hanno confermato l’efficacia delle azioni messe in atto". "Attualmente", ha concluso Eni, "le operazioni procedono senza problemi e si prevede che saranno concluse nell’arco della giornata odierna". Sempre per cautela, anche il ministero dello sviluppo economico ha chiesto una indagine conoscitiva sullo sversamento " L’indagine avrà come obiettivo quello di accertare, insieme alle autorità preposte, se siano state ottemperate tutte le misure riguardanti la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente", fanno sapere dal ministero. Speriamo solo che dopo l’Ilva le "autorità preposte" non decidano di chiudere anche la raffineria dell’Eni.
