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Teheran: il film anti-corano calpesta i diritti umani

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L'Iran chiede alle autorità olandesi di vietare la proiezione del cortometraggio anti-Corano 'Fitna' (dall'arabo 'protesta' o 'discordia'), prodotto dal deputato di estrema destra Geert Wilders.
Il regime degli ayatollah giustifica la censura con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Il vice ministro degli Esteri iraniano Mehdi Safari cita, infatti, il 29esimo articolo della dichiarazione del 1949 in cui si afferma, fra l'altro, che i diritti dell'individuo possono essere limitati "per assicurare il riconoscimento e rispetto dei diritti e delle libertà degli altri" e "per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell'ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica".

Convinto di poter dimostrare in 15 minuti che il Corano è un "libro fascista" e ispira alla violenza, Wilders ha fatto sollevare preoccupazioni da parte delle istituzioni e di numerosi Paesi. Il film dovrebbe uscire questo mese, anche se non è ancora stata fissata una data, e il governo olandese afferma di non poter violare il diritto alla libertà di espressione con una censura preventiva. L'ambasciatore iraniano all'Aia avverte che la pellicola "alimenterà soltanto la violenza" nella comunità islamica mondiale.

 

 

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