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Missili su Israele

Tel Aviv non risponde e Hamas canta vittoria

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Hamas mantiene da giorni un forte atteggiamento di sfida e ha fatto sapere che continuerà a lanciare missili verso Israele come atto di “autodifesa”. Hamas si è anche fatto beffa di quello che ha definito “lo stato confusionale” in Israele su come reagire a questa ultima impennata di missili e lanci di mortaio. Il movimento ha anche dichiarato che l’Egitto avrebbe dato “luce verde” a Israele per lanciare un’operazione militare nella striscia di Gaza e rovesciare il governo di Hamas.

“Israele pagherà un prezzo pesante per i suoi crimini contro i palestinesi”, ha detto il portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum. “Le azioni di Israele rafforzano la nostra determinazione a proseguire il cammino della resistenza con ogni mezzo disponibile”. Barhoum ha anche fatto sapere che Hamas ha messo tutte le sue forze di sicurezza e tutte le milizie nella massima allerta per respingere l’invasione dell’esercito israeliano. L’ala armata di Hamas, Izzadin Kassam, ha detto che la minaccia di un’operazione militare israeliana non fermerà le sue operazioni e anzi ha minacciato di espandere la portata dei suoi missili in modo da colpire più a fondo nel territorio israeliano. “Non soccomberemo alla logica della minaccia dei criminali di guerra sionisti”, si legge in un volantino del gruppo armato, “oggi siamo pronti come non mai a respingere qualsiasi aggressione contro il nostro popolo”.

Izzadin Kassam ha anche avvertito che se Israele mettesse in pratica le sue minacce dovrebbe affrontare “un vulcano di furia che trasformerebbe le lacrime dei sionisti in sangue”. Rivendicano di avere lanciato dozzine di missili e colpi di mortaio contro città israeliane nei giorni scorsi, il gruppo ha osservato che Israele sarebbe “disperata e sfiduciata” perché non sa come fare a fermare gli attacchi. “Il nemico è in uno stato confusionale e non sa come reagire”, si legge ancora nel volantino. “Il loro fragile governo si è riunito nel disperato tentativo di fermare i missili mente migliaia di coloni hanno trovato riparo nei rifugi che, se Dio vuole, diventeranno la loro ultima dimora”.

Il parlamentare di Hamas e suo portavoce, Mushir al-Masri, ha detto che l’attacco missilistico di mercoledì su Ashkelon e dintorni è stato un messaggio a Israele su quello che deve aspettarsi in caso decidesse di entrare a Gaza. Al-Masri considera Israele responsabile per il fallimento del cessate-il- fuoco per aver rifiutato di riaprire il confine verso la striscia di Gaza e per aver continuato a colpire miliziani palestinesi nel West Bank.

Nello stesso tempo un alto dirigente di Hamas ha detto al Jerusalem Post che gli egiziani hanno dato il via libera a Israele per colpire esponenti e installazioni di Hamas. L’alto dirigente ha sostenuto che il capo dei servizi egiziani, Gen. Omar Suleiman, in un incontro con l’inviato del ministero della Difesa israeliano, Amos Gilad, avrebbe detto che il Cairo non si opporrebbe ad una limitata operazione militare destinata a rovesciare il governo di Hamas a Gaza. Le affermazioni del dirigente di Hamas facevano seguito ad un articolo pubblicato dal quotidiano di Londra, Al-Quds-Al-Arabi, nel quale il Gen. Suleiman diceva che “è venuto il tempo di dare ai leader di Hamas una bella lezione”. L’articolo diceva anche che Suleiman era “furioso con Hamas” per la sua decisione dell’ultimo minuto di boicottare una conferenza di “riconciliazione nazionale” che era programmata al Cairo per l’inizio di novembre.

Nello stesso articolo, Suleiman si riferisce al leader di Hamas, Khaled Mashaal, come il capo di una “banda” e si riporta che il generale avrebbe detto a Gilad che il Cairo vorrebbe che fosse punito. “I capi di Hamas sono diventati molto arroganti”, dice Suleiman nell’articolo, “è tempo che gli venga impartita una lezione tale da farli svegliare dai loro sogni”.

© The Jerusalem Post

 

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