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Tensioni Cina-Usa. Pechino accusa Washington di fomentare sommosse in Iran

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Non si placa la tensione fra Cina e Stati Uniti innescata dalla controversia su Google. Oggi il quotidiano del partito comunista cinese ha aspramente criticato Washington accusandola di aver montato una "brigata di hacker" e di sfruttare i media sociali quali Twitter e Youtube per fomentare le sommosse in Iran.

La scorsa settimana Google ha denunciato di essere stato oggetto di attacchi di pirati informatici che hanno preso di mira dissidenti cinesi che usano le sue piattaforme di posta elettronica. Il gigante del web ha quindi minacciato di andarsene dal Paese, mentre il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha rivolto un appello alla Cina a garantire la trasparenza e la libertà su internet. Pechino ha bloccato l'uso di youtube nel marzo scorso, nell'anniversario delle rivolte in Tibet, e Twitter da giugno, poco prima del 20esimo anniversario del giro di vite contro i manifestanti di Tiananmen. Mentre Facebook è bloccata da luglio scorso.

Dopo l'intervento della Clinton, Pechino ha ammonito su possibili conseguenze sui rapporti fra i due Paesi e oggi il giornale del partito comunista, Peoples Daily, ha accusato gli Usa di voler controllare Internet in nome della libertà sul web. "Dietro quello che l'America definisce libertà di stampa c'è una politica astuta. Come si spiega l'agitazione in Iran dopo le elezioni?", si legge in un editoriale firmato da Wang Xiaoyang.

"È stato perché la guerra lanciata online dagli Usa, attraverso video su Youtube e Twitter, ha messo in giro delle voci, creando divisioni, sollevando e seminando discordie tra i seguaci delle fazioni conservatrici e riformiste", prosegue l'editoriale. Il Peoplès Daily si chiede poi in maniera retorica se la pornografia o attività che promuovano il terrorismo sarebbero permessi su Internet negli Stati Uniti. "Temiamo che agli occhi dei politici americani solo l'informazione controllata dagli Usa è libertà d'informazione, solo le notizie ammesse dagli Stati Uniti sono notizie libere, solo i discorsi approvati dal governo sono discorsi liberi e solo il flusso di informazioni adatti agli interessi americani sia libero", conclude l'editoriale.

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