Tensioni tra Libia e Svizzera: polizia circonda ambasciata elvetica
22 Febbraio 2010
di Redazione
Nuove tensioni tra Libia e Svizzera sul fronte della crisi dei visti. Da ieri, la polizia ha circondato l’ambasciata elvetica dove al momento, si trovano rappresentanti diplomatici di Germania, Austria, Francia e Paesi Bassi.
Tripoli ha lanciato un ultimatum a Berna chiedendo che entro oggi alle 11 (le 12 in Italia) Max Goeldi – uno dei due svizzeri trattenuti in Libia dall’estate 2008 e rifugiato presso l’ambasciata elvetica – si consegni alla giustizia libica per scontare la sua pena.L’avvocato difensore dei due svizzeri, Salah Zahaf, ha reso noto stamane che Goldi "uscirà spontaneamente dall’ambasciata elvetica, dove si è rifugiato, e si consegnerà alla giustizia libica".
Intanto si apprende che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha avuto una conversazione telefonica domenica sera con il leader libico Moammar Gheddafi. Ne ha dato notizia l’agenzia di stampa libica Jana, spiegando che il colloquio è avvenuto nel quadro "del coordinamento continuo e delle consultazioni" tra i due leader su "temi regionali e internazionali di comune interesse".
"Spero che potremo avere un accordo, nel senso che i due cittadini svizzeri detenuti siano liberati e che per il resto la Svizzera deciderà di rimuovere la lista nera per evitare rappresaglie". Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini, arrivando a Bruxelles per il Consiglio Esteri Ue.
