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Il pm aveva chiesto 2 anni di carcere

Tentata estorsione, Dell’Utri assolto

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L’accusa era di tentata estorsione con l’aggravante delle finalità mafiose. Ma il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri è stato assolto dai giudici della prima corte d'appello di Milano perché il fatto non sussiste. La decisione è stata presa oggi dopo che la Corte di Cassazione aveva annullato con rinvio una precedente sentenza di secondo grado.

Dell'Utri era accusato di aver tentato di estorcere denaro, insieme al boss mafioso Vincenzo Virga, anche lui assolto con la stessa formula, ai danni dell'ex presidente della società sportiva Pallacanestro Trapani, Vincenzo Garraffa. Le accuse al senatore e al boss di Cosa Nostra erano state formulate dal sostituto procuratore generale Isabella Pugliese che aveva chiesto due anni di reclusione per entrambi.

Secondo le indagini Garraffa, nel 1991, aveva ottenuto una sponsorizzazione per la società di pallacanestro di 1 miliardo e 700 milioni di lire, a lui versati attraverso Publitalia, la concessionaria di pubblicità del Gruppo Mediaset allora guidata da Dell’Utri. Nel dicembre dello stesso anno il senatore pidiellino avrebbe incontrato Garraffa a Milano per chiedergli di restituire la metà di quei soldi in nero e, per minacciarlo, gli avrebbe detto di avere a disposizione “uomini e mezzi” per convincerlo. A quel punto, di fronte al rifiuto dell’imprenditore, Dell’Utri avrebbe sollecitato l’intervento del boss Virga. Il sostituto procuratore ieri aveva chiesto ai giudici di tener conto anche della condanna a 7 anni per Dell' Utri, emessa dalla Corte d'Appello di Palermo, per concorso esterno in associazione mafiosa. Ma ora l’ipotesi di reato è decaduta e le motivazioni della sentenza saranno depositate tra novanta giorni.

Non appena emesso il verdetto d’assoluzione Pietro Federico e Giovanni Di Peri, legali di Dell’Utri, si sono detti convinti che la sentenza di oggi possa avere un effetto anche sul procedimento in corso a Palermo, in cui il senatore è stato condannato in secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. Hanno infatti affermato che i giudici “non potranno non tener conto di questa assoluzione” perché la presunta estorsione ai danni di Garaffa, oggetto del processo milanese, faceva parte del materiale probatorio portato dall'accusa in quello di Palermo.

Dal canto suo l’ex patron della Pallacanestro Trapani ha definito la sentenza “una vergogna vera” e sottolineato che “come cittadino ed ex parlamentare – Garaffa è infatti stato senatore dal ’92 al ’94, eletto nelle fila del Pri – non posso che avere fiducia e rispettare la sentenza, anche se ingiusta”.

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