Terminator Salvation, le macchine vincono perché gli uomini annoiano

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Terminator Salvation, le macchine vincono perché gli uomini annoiano

28 Maggio 2009

Del nuovo episodio di Terminator, “Terminator Salvation” (Warner Bros 2009), restano soprattutto le macchine, i droidi, i robot, il metallo cingolante e le armi da fuoco automatiche, insomma l’intricato ma spettacolare impatto visivo dell’action, il trionfo degli effetti speciali, mentre nulla di nuovo arriva dal fronte degli uomini che si trovano a combatterle.

Così, per i fan della saga iniziata nel 1977 quando Arnold Schwarzenegger era ancora e soltanto un attore e un uomo d’affari in ascesa, è una mezza delusione. Vanno benissimo i nuovi “villain” tipo gli Hydrobots – dei killer postumani prodotti dai cattivoni della Skynet all’incirca dopo il 2018, usati per controllare il mondo marino e sottomarino – mentre l’umanità che all’invasione macchinica avrebbe dovuto resistere è una vera noia: dall’interpretazione di Christian Bale (un John Connor dalla voce e dai modi un po’ troppo batmaneschi), alle improbabili spalle ed eventuali spin-off.

Un futuro postumano tutto sommato soporifero, che mette nostalgia di Cameron, e si salva solo grazie a qualche ripresa ispirata da Apocalypse Now, alla colonna sonora di Elfman, e ai titoli di testa del film.