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Terremoto, Gentiloni si “accorge” che l’emergenza non è finita (e con Buran casette al gelo)

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“La fase dell’emergenza può dirsi conclusa”. Ricordate? Solo qualche settimana fa il premier Paolo Gentiloni si pronunciava così sullo stato delle zone colpite dal sisma del 2016. E già questo può essere considerato un evento, dato che in questa campagna elettorale, i big del Pd non hanno fatto minimamente accenno alla situazione delle popolazioni del Centro Italia. E il perché lo sappiamo tutti: la gestione dell’emergenza è stata un totale fallimento. Tanto che ancora oggi non se ne riesce ad uscire. E probabilmente qualcuno lo avrà fatto notare a Paolo Gentiloni che è passato dal dire “emergenza finita” a “proroghiamo le norme per lo stato di emergenza”. Una marcia indietro non da poco, notata anche dai comitati spontanei che più volte hanno criticato le dichiarazioni del premier. 

E, diciamo, che al buon Gentiloni gli è andata anche bene perché si è pronunciato poco prima che il Buran, l’ondata di freddo siberiano, si abbattesse sul Centro Italia. Ora come ora ci vogliono i paraocchi per non riconoscere che i disagi nelle zone terremotate sono ancora gravissimi.

Caldaie in tilt, infiltrazioni d’acqua, crepe, bambini e anziani al freddo senz’acqua. Questa la situazione in molte casette (le cosiddette Sae). Anche in quelle considerate “migliori”. Ad Arquata del Tronto, ad esempio,  in quelle appena consegnate, nel settembre scorso, con le rassicurazioni delle ditte appaltatrici per la protezione civile, considerate più solide di quelle consegnate ad Amatrice e dintorni, già ci sono infiltrazioni d’acqua. Ma è soprattutto la genialata di aver montato i boiler dell’acqua calda all’esterno delle casette ciò che sta dando maggiori problemi. Le temperature sottozero di questi giorni hanno ovviamente mandato in blocco i boiler. Risultato: tante casette, molte delle quali abitate da bambini e anziani, rimaste a secco. “E’ da marzo scorso che denunciamo questo problema”, riferisce Francesca Mileto, del coordinamento comitato dei terremotati del centro Italia. “Dopo l’incapacità di affrontare una situazione resa più complessa dal tipo di clima (che c’è da sempre nella zona) si accompagna all’arroganza di dire che va tutto bene. Purtroppo non è così. In questi giorni nella zona di Amatrice c’è una presenza di volontari della Protezione civile e di ambulanze imponente. Ma serve chi sappia fare funzionare questi dannati boiler”. Ma non è tutto. Come dimostra un video pubblicato sulla pagina Facebook “Terremoto Centro Italia”, se qualcuno vuole segnalare un problema e chiama il numero dedicato per le emergenze la risposta è: “il numero selezionato non è attivo”.

Insomma, tenendo conto che molte casette devono essere consegnate e che tonnellate di macerie sono ancora per strada, possiamo dire che piove (anche se, date le temperature, sarebbe meglio dire “nevica”) sul bagnato. E c'è chi dice: “Fortuna che il 4 marzo è vicino”.

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