Terremoto. Marcegaglia: “Serve una zona franca”
05 Maggio 2009
di Redazione
Il Dl sulla ricostruzione varato dal Consiglio dei ministri ha stanziato da "8,5 a 10 miliardi al massimo: sono fondi significativi ma l’importante è che ci sia una parte spendibile subito. Ci deve essere una quota anche per cassa e non solo per competenza, perchè qui c’è un’emergenza e i fondi vanno spesi subito".
Così la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, dopo l’incontro con gli imprenditori abruzzesi colpiti dal terremoto. Sulle risorse è necessario che "quanto stanziato sia reale perchè con questa tragedia – ha sottolineato Marcegaglia – non possiamo permetterci di scrivere delle cose che poi non hanno riscontro con la realtà". Secondo la presidente di Confindustria a L’Aquila "serve una zona franca: è come a Berlino dopo la guerra".
La verifica su quanto sia spendibile subito, secondo Marcegaglia, è necessaria perchè una parte delle risorse "viene dall’evasione fiscale e una parte dalle lotterie". Serve, quindi, "monitorare quanti soldi sono immediatamente spendibili". Gli imprenditori mostrano la "volontà di rimanere qui, di riaprire le proprie aziende, ma c’è una grande preoccupazione su quale sarà il futuro per le aziende. Tutti hanno voglia di reagire, andare avanti, ricominciare. È necessario non dare sussidi a pioggia; non è quello che vogliono gli abitanti e gli imprenditori". La provincia di L’Aquila, ha sottolineato Marcegaglia, che oggi ha incontrato il responsabile della Protezione Civile, Guido Bertolaso e gli amministratori locali, deve diventare "una zona franca irrobustita dalla defiscalizzazione per un periodo più lungo di 1-2 anni. È una richiesta compatibile con le regole Ue".
Il Governo dovrà chiedere "l’autorizzazione alla Ue" ma non mancherà neanche la voce di Confindustria. Guardando al futuro, le imprese sollecitano anche un "finanziamento in conto capitale per chi deve riprendere l’attività. Da parte nostra stiamo facendo tutto il possibile per riaprire in fretta le nostre imprese". Secondo Marcegaglia, "c’è la consapevolezza che la ricostruzione sarà molto difficile e lunga. Il terremoto ha colpito un capoluogo di Regione con 65mila abitanti e un centro storico che è il sesto più importante d’Italia". La ricostruzione va fatta "avendo ben presente le tecniche più avanzate e sicure, con regole antisismiche e trasparenza": occorre "fare bene e passare alla parte operativa".
