Terrorismo, fermata italiana 33enne convertita all’Islam: voleva partire per la Siria
07 Giugno 2016
Voleva partire per la Siria a combattere, convinta dal marito musulmano. È la storia vera di una donna bresciana sposata con un trentenne tunisino. La donna, figlia di un imprenditore bresciano, si era sposata con il tunisino con rito islamico nel 2010, matrimonio poi confermato con rito civile nel 2015. Convertitasi all’Islam, la donna, che si era convertita all’ Islam, indossava esclusivamente il burqa.
Ad oggi risulta indagata dalla Procura di Brescia, pm Silvia Bonardi, per arruolamento con finalità di terrorismo. Nel provvedimento di espulsione dall’Italia è previsto che il marito che per dieci anni non potrà mettere piede in Italia. Pare avesse chiare intenzioni di partire per la Siria e combattere per il terrorismo. Gli elementi raccolti dagli agenti della Digos hanno evidenziato il concreto rischio di una prossima partenza della coppia per la Siria anche dalle intenzioni espresse in rete dal 2015 ad oggi.
La coppia, infatti, comunicava su Facebook. Qui la donna aveva espresso più volte la volontà di partire per il territorio siriano, facendo riferimento alla jihad. “…Dio dai la tua gloria ai Mujahedin sul tuo sentiero e falli vincitori sulla terra…”, scriveva la donna sul social network. E ancora: “Oh Allah ti chiedo una morte nel tuo sentiero, e Ti chiedo una morte nel paese del tuo profeta… Il Paradiso il Paradiso il Paradiso giuro che non ce la faccio ad aspettare…”.
L’ipotesi è avvalorata dal fatto che la donna aveva recentemente manifestato la volontà di acquistare una macchina di grossa cilindrata.
