Terrorismo islamico: la polizia spagnola sventa un secondo attacco dopo quello di Barcellona

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Terrorismo islamico: la polizia spagnola sventa un secondo attacco dopo quello di Barcellona

18 Agosto 2017

Dopo l’attacco a Barcellona, in Spagna la paura continua. Cinque terroristi sono stati uccisi dalla polizia a Cambrils, gli investigatori sospettano che i jihadisti stessero preparando un nuovo attacco. I cinque erano armati di cinture esplosive che poi si sono rivelate false. Ieri la polizia ha invitato i cittadini di Cambrils a non uscire di casa, mentre il premier Mariano Rajoy ha definito l’attacco a Barcellona un “selvaggio” attentato “jihadista”. “Siamo uniti nella volontà di finirla con questa barbarie”: “Abbiamo combattuto battaglie contro il terrorismo e sempre le abbiamo vinte. Vinceremo anche questa”. 

Le ultime notizie sull’attacco di Barcellona danno sempre in fuga il terrorista che ha provocato la strage della Rambla, lanciandosi sulla folla  al volante di un furgone bianco e uccidendo 13 persone (90 i feriti di cui una dozzina molto gravi). L’attacco è stato rivendicato dallo Stato islamico. L’uomo è  fuggito a piedi dopo che il furgone si era schiantato contro un’edicola. Posti di blocco della polizia sono stati allestiti in tutte le uscite dalla città della Catalogna. Tra le vittime dell’attacco c’è un cittadino italiano, Bruno Gulotta, e tre altri nostri connazionali sono rimasti feriti.

Due persone sono state arrestate (“sono direttamente coinvolte nell’attentato”, dicono le autorità spagnole), un marocchino e uno spagnolo di Ceuta, l’enclave spagnola in Marocco. La polizia ha arrestato anche un francese di origine maghrebina, Driss Oukabir, che avrebbe noleggiato il furgone usato nella strage della Rambla. Oukabir in realtà si è consegnato in un commissariato dicendo che gli erano stati sottratti i documenti e di non avere nulla a che spartire con l’attentato. L’uomo resta sotto interrogatorio, e il maghrebino somiglia all’identikit del terrorista responsabile della strage fornito da un testimone.  Ieri in serata si è anche diffusa la notizia che ad aver rubato i documenti al maghrebino sarebbe stato il fratello, uno dei membri del gruppo di fuoco. Ma la notizia non è confermata ufficialmente.

Un’altra persona è stata arrestata ad Alcanar, in una abitazione che due giorni fa era stata distrutta dall’esplosione di bombole di gas. Secondo il ministro dell’Interno catalano Joaquim Forn, l’uomo potrebbe essere quello che ha noleggiato uno dei furgoni per l’attentato a Barcellona e sembra imparentato con i cinque jihadisti di Cambrils. Sempre in Catalogna un altro uomo è stato ucciso in una sparatoria con la polizia dopo aver tentato di forzare uno dei posti di blocco. Secondo la polizia, non sarebbe coinvolto nell’attentato. E’ stata smentita, invece, la notizia che uno degli attentatori si era rinchiuso con degli ostaggi in un ristorante.

L’attacco in Spagna non è stato il frutto di un lupo solitario, ma è stato pianificato. E a quanto pare, dopo la notizia del raid dell’antiterrorismo contro i jihadisti a Cambrils, siamo davanti a una offensiva su più larga scala predisposta da una cellula dello Stato islamico composta almeno da 8 jihadisti presente sul territorio spagnolo. Dopo gli attacchi di Al Qaeda a Madrid, che fecero quasi duecento morti e duemila feriti, negli ultimi anni le forze della sicurezza spagnola hanno sventato diversi attacchi terroristici e arrestato centinaia di militanti del fondamentalismo islamico. La Spagna resta un obiettivo dei jihadisti, considerata parte del Califfato – l’antica Andalusia.